Coldiretti Sardegna News - Coldiretti Sardegna http://www.sardegna.coldiretti.it/ Thu, 17 Sep 2020 18:13:17 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.sardegna.coldiretti.it/ 60 COLDIRETTI. VIA LIBERA ETICHETTA SALVA SALUMI: ADESSO FINE EMBARGO EXPORT Mentre arriva lo storico via libera all’etichetta con l’indicazione di provenienza su salami, mortadella, prosciutti e culatello permane l’embargo per l’export delle carni suine sarde nonostante da 24 mesi non si verificano focolai e da 17 mesi casi positivi. Coldiretti Sardegna, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.230 del Decreto interministeriale sulle Disposizioni per “l’indicazione obbligatoria del luogo di provenienza nell’etichetta delle carni suine trasformate”, torna all’attacco per “liberare dal confino regionale la commercializzazione della carne di suino dovuto alla peste suina “ormai superata nella nostra Isola”.  L’etichetta di origine premia le battaglie della Coldiretti a tutela del made in Italy e smaschera l’inganno della carne olandese o tedesca spacciata per italiana. Di quella stessa Germania dove sono stati rilevati altri 5 di cinghiali infetti di peste suina, dopo il primo caso del 9 settembre scorso. “L’espandersi della peste suina in Germania e in generale nell’Europa occidentale dimostra ancora di più la sicurezza raggiunta in Sardegna – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Il presidente Solinas e il ministro Speranza devono fare pressing sull’Unione Europea per avere il prima possibile il via libera alle esportazioni. L’economia sarda, e soprattutto quella allevatoriale, ha pagato a caro prezzo per la peste suina, sia per le restrizioni ferree adottate nei confronti della Sardegna e ultimamente per arrivare finalmente alla sconfitta del virus. Per anni siamo stati additati come gli untori e reclusi nella nostra regione (anche se non abbiamo mai esportato il virus da nessuna parte)”. “Nonostante tutto abbiamo avuto dei grandi e coraggiosi imprenditori, molti dei quali giovani – afferma il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba - che hanno creduto in questo settore, si sono formati e hanno dato vita ad allevamenti modello, in massima biosicurezza. Con il via libera all’etichetta di origine si tutelano proprio questi allevatori e tutta la filiera che ha creduto nella nostra terra. Il via libera all’esportazione accompagnato dalla etichetta trasparente è il giusto riconoscimento e ripaga chi fino ad oggi ha sofferto e pagato per tutto il settore e filiera”. Il decreto sui salumi prevede – spiega Coldiretti – che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a: “Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali); “Paese di allevamento: (nome del paese di allevamento degli animali); “Paese di macellazione: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali). Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del paese)”. La dicitura “100% italiano” è utilizzabile dunque solo quando la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.  Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europei, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: UE”, “Origine: extra UE”, “Origine: Ue e extra UE”. http://www.sardegna.coldiretti.it/coldiretti-via-libera-etichetta-salva-salumi-adesso-fine-embargo-export.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=145034505 Thu, 17 Sep 2020 18:13:17 GMT COLDIRETTI CAGLIARI. 10 ANNI DI CAMPAGNA AMICA: LA RETE DI VENDITA DIRETTA PIU’ GRANDE DEL MONDO Era il 16 settembre del 2010 quando in piazza dei Centomila a Cagliari arrivarono i mercati di Campagna Amica nel sud Sardegna. A distanza di 10 anni sono una realtà conosciuta e diffusa che hanno portato una rivoluzione culturale, consapevolezza e conoscenza nella scelta del cibo da portare a tavola. Campagna Amica, che oggi è la rete di vendita diretta agroalimentare più grande del mondo sotto lo stesso marchio, si presenta anche nel sud Sardegna non come un semplice mercato dove acquistare cibo ma un luogo di socialità, di aggregazione e fiducia in cui il mondo della campagna incontra la città. CAMPAGNA AMICA NEL SUD SARDEGNA. Partiti con poche aziende agricole e con appuntamenti sporadici nel giro di pochi anni, visto il grande successo riscontrato, la rete si è allargata ed oggi conta (nel sud Sardegna) circa 200 aziende agricole e 9 mercati che si tengono tutte le settimane: martedì Assemini, mercoledì Pirri e Iglesias, giovedì piazza dei Centomila Cagliari, venerdì Selargius e Sant’Antioco, sabato Quartu Sant’Elena e Monserrato, domenica Selargius. Oltre a diversi mercati stagionali che aprono d’estate. PROFILO DELLE AZIENDE. Le aziende che portano i propri prodotti nei mercati di Campagna Amica, costituite grazie a Coldiretti in un’associazione (Agrimercato), presieduto dall’agricoltore Antonio Mereu, sono multifunzionali, curano il prodotto dalla terra fino alla vendita, e sono guidate da agricoltori spesso giovani (l’età media va dai 35 ai 55 anni) e donne. Con Campagna Amica hanno spesso raddoppiato o triplicato il proprio fatturato e assunto nuovo personale, inoltre con il rapporto diretto con i propri clienti hanno spesso innovato la propria produzione sperimentando la coltivazione di nuovi prodotti: sotto il segno di Campagna Amica sono nati diversi nuovi formaggi (mozzarella di pecora), paste secche (ai carciofi, al farro), mieli (nocciomiele) e tanti altri. Ma sono stati anche riscoperti e hanno trovato uno sbocco commerciale i prodotti di nicchia, della tradizione e biodiversità sarda che senza i mercati rischiavano di estinguersi, come il fagiolo bianco di Terraseo, il formaggio axiridda o il budino di pecora “la casada” (molti di questi sono divenuti Sigilli di Campagna Amica e fanno parte del grande atlante della biodiversità). PROFILO DEL CLIENTE. 30milioni di italiani dichiarano di andare ai mercati contadini almeno una volta al mese. Oltre il 60% ha una età tra i 35 e i 65 anni (il 70% nel sud e isole), il 40% sono diplomati e il 30% laureati (45% e 24% in Sardegna), sono per il 42% lavoratori dipendenti e per il 20% autonomi (39% e 21% in Sardegna) e appartengono ad una classe socio economica media per il 62% (60% in Sardegna). CONTROLLI. Nei mercati di Campagna Amica si possono acquistare solo i prodotti delle aziende agricole che sono accreditate alla rete. Aziende che quando decidono di farne parte acconsentono di sottostare ai diversi controlli che annualmente ed a sorpresa vengono effettuati da Campagna Amica e da società di certificazione dell’agroalimentare terze. Ogni anno vengono effettuati controlli su tutti i produttori sia in azienda che attraverso i documenti. Inoltre si effettuano controlli anche nei mercati. In tutti i gazebo oltre ad identificare l’azienda, sono presenti i prezzi e l’origine dei singoli prodotti, pesa ben in vista, esposizione ordinata e pulita: tutti devono avere i grembiuli e i guanti (e adesso anche la mascherina): in ogni mercato c’è un responsabile del mercato che garantisce il rispetto di queste regole. PREZZI. I prezzi in tutti i mercati sono etici, nel senso che garantiscono una equa remunerazione ai produttori ma sono sostenibili anche per il consumatore. Grazie ad una filiera corta si riescono a superare tutte le distorsioni presenti oggi nel mercato in cui per ogni euro di spesa per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi vanno a remunerare il prodotto agricolo. Il margine economico per le aziende agricole è maggiore ed immediato, ma allo stesso tempo anche per i consumatori è garantito cibo buono, fresco, di qualità, di cui conoscono l’origine ed etico a prezzi sostenibili. La rete di Campagna Amica fattura in tutta Italia oltre 3miliardi di euro all’anno, oltre 10milioni in Sardegna, 5 milioni nel sud Sardegna. I festeggiamenti per i 10 anni di Campagna Amica Cagliari hanno preso il via oggi a Pirri, in via Santa Maria Goretti, alla presenza del presidente dell’Agrimercato Antonio Mereu, del direttore di Coldiretti Cagliari Luca Saba, del responsabile ecclesiastico di Coldiretti Cagliari don Giuseppe Orrù, del sindaco di Cagliari Paolo Truzzu e del presidente della Municipalità Maria Laura Manca, dove è stato ri - inaugurato il mercato fermato dal lockdown ed ora riaperto dopo aver vinto il bando del Comune di Cagliari. Un mercato (inaugurato la prima volta mercoledì 11 dicembre 2013) divenuto un punto di riferimento per il quartiere, dove sono presenti 25 aziende del sud Sardegna con una vasta gamma di prodotti. Il mercato da oggi si terrà tutti i mercoledì dalle 8 alle 13. Questa mattina e per tutta la settimana, in tutti i mercati del sud Sardegna, i clienti verranno omaggiati di una shopper in cotone riciclato in cui è riportato il calendario dei mercati di Campagna Amica Cagliari.  “Le prescrizioni per il Coronavirus non ci permettono di festeggiare in modo adeguato l’importante traguardi dei 10 anni di Campagna Amica – spiega il presidente dell’Agrimercato Antonio Mereu -. Lo faremo in tono minore ma comunque lo faremo con i nostri affezionati clienti, con i quali abbiamo costruito questo importante modello di vendita diretta che ci invidiano in tutto il mondo”. “Campagna Amica è una grande famiglia basata sulla fiducia e amicizia – dice il presidente di Coldiretti Cagliari Giorgio Demurtas -, spazi di cultura e socialità che hanno permesso l’incontro ravvicinato e senza filtri tra campagna e città. In questi 10 anni siamo cresciuti tutti grazie al racconto, all’ascolto e ai consigli che ci siamo dati reciprocamente tra produttori e consumatori. Grazie ai mercati contadini è cresciuta la cultura del cibo, la consapevolezza nella scelta di ciò che dobbiamo portare a tavola. Ma è cresciuta ed è migliorata anche l’agricoltura che uscita dalla campagna ha conosciuto chi consuma i propri prodotti ed ha saputo ascoltare e cogliere le sue esigenze migliorando e a volte innovando i metodi i produzione e i prodotti spessi”. http://www.sardegna.coldiretti.it/coldiretti-cagliari-10-anni-di-campagna-amica-la-rete-di-vendita-diretta-piu-grande-del-mondo-.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=145011705 Wed, 16 Sep 2020 11:39:26 GMT FESTA PER I 10 ANNI DI CAMPAGNA AMICA CON L’INAUGURAZIONE DEL MERCATO A PIRRI Prendono il via domani, con l’inaugurazione del mercato di Pirri, i festeggiamenti per i 10 anni di Campagna Amica Cagliari. Una settimana di iniziative e animazione all’interno dei 10 mercati del Sud Sardegna con delle belle soprese per gli affezionati clienti. Alle 10 domani mattina (16 settembre) a Pirri, in via Santa Maria Goretti, ci sarà il taglio del nastro per la riapertura del mercato. Chiuso nel rispetto delle prescrizioni Covid a marzo, nel frattempo Campagna Amica Cagliari ha partecipato e vinto il bando del Comune di Cagliari per l’affidamento del mercato che sarà inaugurato proprio domani nel giorno dell’anniversario dei 10 anni dei mercati di Campagna Amica nel sud Sardegna, nati il 16 settembre 2010 in piazza dei Centomila a Cagliari. Il mercato di Campagna Amica di via Santa Maria Goretti a Pirri invece è stato inaugurato la prima volta sette anni fa, mercoledì 11 dicembre 2013. Da allora è divenuto un punto di riferimento per i cittadini garantendo prodotti a km0 grazie alle aziende agricole del territorio. Domani riparte rinnovato con una vasta gamma di prodotti che vanno dall’ortofrutta alla carne, dall'olio extravergine alle uova, pasta, formaggi e legumi. Per l’inaugurazione saranno presenti, oltre al presidente e direttore di Coldiretti Cagliari Giorgio Demurtas e Luca Saba, il sindaco e gli assessori alle Attività produttive e Ambiente di Cagliari e il presidente della Municipalità di Pirri. http://www.sardegna.coldiretti.it/festa-per-i-10-anni-di-campagna-amica-con-l-inaugurazione-del-mercato-a-pirri.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=144998327 Tue, 15 Sep 2020 16:51:15 GMT TIM, COLDIRETTI E BONIFICHE FERRARESI FIRMANO L’ACCORDO PER LA DIGITALIZZAZIONE AGRICOLA Superare il digital divide tra città e campagne portando la banda ultralarga nelle aziende e sostenere con nuove soluzioni tecnologiche il grande potenziale di innovazione del settore a beneficio della ripresa economica del Paese, accelerando la transizione digitale dell’agroalimentare Made in Italy. E’ questo l’obiettivo dell’accordo firmato da Coldiretti, TIM e Bonifiche Ferraresi alla presenza, rispettivamente, del Presidente Ettore Prandini, e degli Amministratori Delegati Luigi Gubitosi e Federico Vecchioni. L’emergenza coronavirus ha fatto emergere la strategicità della digitalizzazione del Paese a sostegno anche della competitività del Made in Italy agroalimentare, dal commercio elettronico all’ottimizzazione dei processi, per ottenere un incremento di produttività accompagnata dalla riduzione dei costi e a favore della sostenibilità ambientale. Nuove risorse anche per valorizzare le grandi potenzialità dell’offerta turistica ed enogastronomica delle campagne con ben il 92% delle produzioni tipiche nazionali che nasce proprio nei piccoli borghi italiani con meno di cinquemila abitanti secondo l’indagine Coldiretti-Symbola. L’intesa darà forte impulso al processo di digitalizzazione delle aree interne e rurali al fine di favorire l’adozione di applicazioni innovative che si avvalgono delle potenzialità della fibra e dei servizi connessi a supporto delle imprese agroalimentari che producono, trasformano e commercializzano beni e servizi essenziali anche grazie alla rete dei Consorzi Agrari. L’Agricoltura 4.0 rappresenta uno strumento strategico per l’economia post covid, con l’obiettivo di coinvolgere entro due anni il 10% della superficie coltivata in Italia. Inoltre, l’accordo prevede che TIM, attraverso il programma Operazione Risorgimento Digitale - realizzato insieme a primari partner - con l’obiettivo di diffondere la cultura digitale nel Paese, organizzerà seminari e momenti di formazione professionale agli associati Coldiretti per favorire l’apprendimento dei processi di digitalizzazione del settore. Un altro esempio di collaborazione è il Portale del Socio della Coldiretti con la creazione di Demetra, il primo sistema integrato per la gestione on line dell’azienda agricola con lettura in tempo reale dello stato di salute delle coltivazioni, dati su previsioni meteo e temperature, fertilità dei terreni e stress idrico che saranno ulteriormente potenziati proprio grazie all’intesa con TIM. L’accordo punta anche alla valorizzazione del commercio elettronico attraverso la Piattaforma di Coldiretti Campagna Amica, la grande rete di vendita diretta con oltre 1.300 mercati sparsi nella penisola che sta allargando la sua azione anche alle piattaforme digitali di e-commerce. L’intesa contribuirà inoltre ad elaborare nuove soluzioni per abbattere il carico burocratico che pesa sulle imprese e a rafforzare il ruolo della blockchain nella tracciabilità dei cibi. “L’agricoltura è uno dei molti ambiti in cui l’impiego delle nuove tecnologie applicate genererà un salto significativo di produttività e redditività del settore. Già lo dimostrano quelle imprese che in Italia e nel mondo hanno ottimizzato i loro sistemi di lavorazione grazie all’adozione di processi innovativi”, dichiara Luigi Gubitosi, Amministratore Delegato di TIM. “Il nostro Gruppo, come testimoniano le recenti sperimentazioni del 5G su mezzi agricoli a guida autonoma, è da tempo impegnato nell’offerta di servizi a supporto della filiera, con l’obiettivo di portare l’innovazione anche nelle aree rurali. Con questo accordo vogliamo potenziare la digitalizzazione e accelerare la transizione verso un modello agricolo sempre più all’avanguardia”. “Dalla spesa on line a chilometri zero, alle vacanze connesse anche nei piu’ piccoli borghi della Penisola, dalla tracciabilità degli alimenti dal campo alla tavola con la blockchain al risparmio dell’acqua e dell’uso della chimica nelle coltivazioni fino al taglio della brucrazia che grava sulle imprese sono solo alcune delle nuove opportunità offerte dall’accordo - ha affermato Ettore Prandini, Presidente Coldiretti nel sottolineare che  - il pesante ritardo accumulato nelle aree rurali va colmato per poter utilizzare al meglio nelle campagne tutto il potenziale delle nuove tecnologie: dai droni che verificano in volo lo stato delle colture ai sistemi informatizzati di sorveglianza per irrigazioni e fertilizzanti, dall’impiego di trappole tecnologiche contro i parassiti dannosi”. “L’agricoltura moderna e sostenibile, che crea valore aggiunto per le imprese agricole e cibi di qualità certificati e tracciati per i consumatori vede la tecnologia e l’innovazione al centro di tutti i processi oggi fondamentali nelle filiere agro industriali. Il settore agro-industriale oggi infatti è uno dei comparti più dinamici e moderni per quanto riguarda l’applicazione di nuove tecnologie e questo aspetto ha come conseguenza diretta quello di creare nuova occupazione altamente specializzata in segmenti molto diversi che vanno dalle analisi dei dati satellitari, al coding, alla creazioni di nuovi software”, ha affermato Federico Vecchioni, Amministratore Delegato di Bonifiche Ferraresi Spa. “L’accordo di oggi crediamo sia fondamentale per recuperare il gap rispetto ad altri paesi nostri competitor e sarà importante per compiere un ulteriore passo verso quella digitalizzazione dell’agricoltura italiana che vede il Gruppo BF Spa con la sua società IBF Servizi, che oggi gestisce circa 100.000 ettari a livello nazionale per conto di aziende agricole di tutte le dimensioni, impegnati quotidianamente insieme a tutti i suoi partner e centri di ricerca e università italiane e internazionali”. http://www.sardegna.coldiretti.it/tim-coldiretti-e-bonifiche-ferraresi-firmano-l-accordo-per-la-digitalizzazione-agricola.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=144977070 Mon, 14 Sep 2020 09:16:57 GMT SBLOCCATE LE DOMANDE DELLA SICCITA’ 2017 Saranno liquidate tutte, le domande per il ristoro dei danni della terribile siccità del 2017. Un risultato straordinario che seppur in ritardo arriva in piena emergenza economica dovuta al Covid, con lo sblocco di circa 32 milioni di euro dei 40 stanziati per questo intervento e oltre 4000 pratiche respinte. Un risultato targato Coldiretti Sardegna, grazie ad una azione silenziosa, collaborativa ma martellante con la struttura dell’assessorato all’Agricoltura che ha portato alla delibera numero 44/25 del 4 settembre scorso. Il 2017 è stata una annata horribilis per l’agricoltura sarda a causa delle calamità naturali. Sarà ricordata soprattutto per la lunga siccità che ha colpito indistintamente tutti i settori agricoli. I pastori ricevettero in pochi mesi gli indennizzi per i danni di quella siccità grazie ad una corsia preferenziale adottata allora dalla Regione. Per tutte le altre categorie cominciò invece un lungo e tortuoso iter e a distanza di tre anni dalla calamità la stragrande maggioranza sono ancora in lista di attesa e molte di queste, non sono riuscite a superare l’istruttoria. “Una situazione paradossale che stava penalizzando le aziende agricole, divenuta insostenibile con l’emergenza Covid – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu –, per questo, vista la situazione straordinaria, abbiamo chiesto alla Regione provvedimenti altrettanto straordinari, e proposto una serie di interventi concreti, come questo per sbloccare e liquidare le domande delle calamità del 2017 escluse”. “Questo intervento garantisce il sostegno per le calamità 2017 a tutte le circa 23mila domande presentate, anche a quelle escluse, nel rispetto ovviamente di tutti le disposizioni dell’Unione Europea, attraverso il de minimis – spiega il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Un risultato importante raggiunto grazie ad un lavoro di squadra con l’assessorato all’Agricoltura che chiude una vertenza aperta nel 2017 con il pagamento della siccità ai soli pastori e l’esclusione di oltre 4mila pratiche degli altri settori agricoli”. Cosi come lo è, importante e frutto di un lavoro collegiale, la delibera che autorizzata la spesa all’assessorato al Lavoro di 1.500 milioni di euro a favore dell’apicoltura, delle tonnare e degli allevamenti di cozze e mitili e 1milione per il vitivinicolo. Settori questi tra i più penalizzati dai provvedimenti restrittivi adottati per l’emergenza sanitaria. http://www.sardegna.coldiretti.it/sbloccate-le-domande-della-siccita-2017.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=144933615 Fri, 11 Sep 2020 10:58:26 GMT IN 10 ANNI DIMEZZATI I DIPENDENTI DELL’ASSESSORATO ALL’AGRICOLTURA In 10 anni l’assessorato all’Agricoltura ha quasi dimezzato il numero dei propri dipendenti con un conseguente innalzamento della età media. Stessa situazione nelle tre agenzie agricole Agris, Laore e Argea, in particolare in quest’ultima, braccio operativo dell’assessorato per la gestione degli aiuti regionali e comunitari. A lanciare l’allarme è Coldiretti Sardegna che denuncia gravi ripercussioni per il comparto agricolo a causa di un sistema contraddittorio che presenta pesanti lacune nei punti nevralgici pur contando nell’intero sistema circa 1800 dipendenti: “serve una rivoluzione intelligente con una equa distribuzione e formazione dei dipendenti e un ammodernamento dei servizi che risponda ad una agricoltura dinamica e innovativa”. SITUAZIONE ATTUALE. Nell’ultimo decennio i dipendenti dell’assessorato all’Agricoltura sono passati da più di 140 a meno di 80: la fuga è dovuta innanzitutto agli effetti delle più favorevoli norme sui pensionamenti (quota 100) e anche al fatto che più di una ventina hanno ottenuto il trasferimento in altri assessorati. Una situazione drammatica aggravata dal fatto che oltre ad essere sguarnita, la struttura si ritrova con i pochi dipendenti rimanenti vicini alla pensione.  La situazione non migliora nelle tre agenzie regionali agricole. In Argea la situazione più difficile, in quanto oltre ad essere pochi e la maggior parte dei quali prossimi al pensionamento, si ritrova un coacervo di dipendenti molti dei quali provenienti da  altri comparti e “prestati”. DISSERVIZI PER LE AZIENDE. Un sistema statico e difforme – secondo Coldiretti Sardegna - che oltre a ritrovarsi con un organico non adeguato nel motore (l’assessorato all’agricoltura) e nel braccio operativo (Argea) non garantisce né i servizi essenziali (es. bandi ridotti al minimo: oggi un agricoltore può presentare domanda per investimenti una sola volta ogni sette anni; continue proroghe; tempi di risposta per le domande lunghissimi), né i nuovi bandi richiesti da una nuova agricoltura dinamica, tecnologica e creativa. Inoltre si presenta spesso contradditoria sia nelle decisioni che nei tempi: una domanda per lo stesso tipo di incentivo assume interpretazioni e tempi di istruzione difformi a seconda dell’ufficio, con Argea Cagliari caso limite. Questa situazione di emergenza incentiva anche le logiche della cosiddetta amministrazione ”difensiva”, quella che cerca di limitare le proprie responsabilità aggravando l’insicurezza e instabilità nelle imprese agricole. “Questi numeri purtroppo confermano una situazione che stiamo denunciando da tempo – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu –. L’agricoltura, al centro di tutti i programmi politici, si posiziona invece in ultima fascia quando si tratta di fare delle scelte e programmare concretamente”. RIORGANIZZAZIONE AL PASSO CON I TEMPI. Coldiretti Sardegna auspica una rivoluzione intelligente del sistema agricoltura che oggi presenta contraddittorietà paradossali. “Oltre ai concorsi servirebbe una profonda rimodulazione dei servizi anche negli Enti agricoli – spiega il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Alcuni servizi sono superati, altri da rivedere e altri ancora da creare ex novo in una logica di vicinanza alle aziende agricole e alle loro attuali esigenze. Occorre inoltre  potenziare e ridare centralità all’assessorato all’Agricoltura che dovrebbe svolgere il ruolo di guida del sistema dando gli strumenti, attraverso una fotografia reale di tutti i settori agricoli con dati e potenzialità dei vari settori, oltre che per adeguare i servizi, per poter scrivere bandi in modo efficace ed utili per la crescita del sistema agricolo”. Per questo “è improcrastinabile la riorganizzazione del sistema con interventi strutturali guidati da una visione a medio lungo termine – afferma il presidente Battista Cualbu -. Non si può continuare a navigare a vista con interventi tampone che, fuori da una programmazione, si riducono a dei palliativi fini a se stessi pagati a caro prezzo”. http://www.sardegna.coldiretti.it/in-10-anni-dimezzati-i-dipendenti-dell-assessorato-all-agricoltura.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=144883512 Mon, 07 Sep 2020 18:24:22 GMT AL VIA UNA VENDEMMIA CHE PROMETTE QUALITA’ E UNA RIPRESA NELLA QUANTITA’ E’ già partita da circa una settimana con bianchi e spumanti la vendemmia 2020 in Sardegna che si prospetta positiva dal punto di vista qualitativo e migliore dal punto di vista quantitativo rispetto alle ultime annate. A fine settimana partirà anche il vermentino con circa 10 giorni di anticipo rispetto alla media. Secondo le previsioni di Assoenologi regionale elaborati da Coldiretti Sardegna, si stima una produzione di circa 472mila ettolitri di vino rispetto ai 363mila dello scorso anno. “La più alta – evidenzia Coldiretti Sardegna - delle ultime quattro annate (dal 2017 in poi) ma sotto la media degli ultimi 10 anni: dal 2009 al 2018 la media è stata di 516.536 ettolitri. Un sensibile incremento si registra in particolare nel Nord Sardegna, duramente colpito dalle gelate nel 2019, mentre una leggera riduzione ci sarà quest’anno nel Nuorese e in provincia di Oristano”. A livello nazionale la produzione è stimata attorno ai 45 milioni di ettolitri in calo di circa il 5% rispetto allo scorso anno. Secondo un’analisi Coldiretti si prospetta una sfida all’ultimo acino con i cugini francesi per il primato mondiale. In Francia la produzione di vino è stimata fra 44,7 e 45,7 milioni di ettolitri secondo il Servizio statistica e previsioni del ministero dell’agricoltura d’Oltralpe, mentre in Spagna si stimano fra 43 e i 44 milioni di ettolitri. Nell’Isola dal punto di vista climatico l’annata è stata favorevole, eccetto per le gelate di fine marzo che hanno penalizzato in particolare i vitigni precoci del sud Sardegna, soprattutto lo chardonnay. Qualche perdita si avrà anche a causa degli attacchi di oidio meno per la peronospora. In Sardegna il settore conta circa 38mila aziende agricole, la superficie vitata è di oltre 27mila ettari ed il fatturato si aggira intorno ai 150milioni di euro. L’Isola conta 18 vini marchiati Doc, 15 Igt ed una sola Docg. Inoltre il 55% del vino prodotto è rosso il restante 45% bianco. Il vitigno più coltivato è il cannonau che conta oltre 7.400 ettari seguito dal vermentino con oltre 4580. Il Comune con il maggior numero di superficie vitata è Alghero con circa 1.255 ettari. “La viticoltura è uno dei settori che ha maggiormente sofferto la crisi nelle vendite dovuta al Covid – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -, perdite che faranno chiudere con un segno meno il fatturato rispetto al 2019 nonostante la ripresa registrata soprattutto ad agosto. La viticoltura è un fiore all’occhiello della nostra agricoltura dove contiamo diverse aziende modello ed un ottimo prodotto. Ci auguriamo che l’inizio della nuova vendemmia sia anche quello di una nuova ripartenza”. http://www.sardegna.coldiretti.it/al-via-una-vendemmia-che-promette-qualita-e-una-ripresa-nella-quantita-.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=144797246 Mon, 31 Aug 2020 12:19:19 GMT L’AGROALIMENTARE SARDO AL RALLY ITALIA SARDEGNA Ci saranno anche i prodotti agricoli sardi a km0 di Campagna Amica al rally Italia Sardegna, tappa italiana del Mondiale Rally (World Rally Championship) che si terrà dall’8 all’11 ottobre. L’evento, presentato questa mattina a Cagliari, vede tra le collaborazioni anche quello di Coldiretti Sardegna: “non potevamo mancare a questa vetrina internazionale – afferma il presidente regionale dell’organizzazione agricola Battista Cualbu -, una occasione importante per la promozione del nostro territorio e delle nostre eccellenze agroalimentari. Ringraziamo l’Aci provinciale di Sassari e quello nazionale per averci coinvolto ed aver creduto in questo importante connubio tra sport, territorio e sana alimentazione”. Secondo uno studio  del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università degli Studi di Sassari in collaborazione con Aci Sport Spa, il valore economico del Rally Italia Sardegna per il territorio sardo raggiunge gli 88,6 milioni di euro (per il food e beverage è stata stimata una spesa di oltre 15milioni di euro), con un numero di spettatori stimato in circa 75.000 provenienti per ben i due terzi dall’estero, quasi totalmente Europa, e un effetto promozionale a livello internazionale importante. Certo i numeri di questa edizione anomala saranno sicuramente diversi per via delle restrizioni che ne condizioneranno l’organizzazione, ma l’impatto mediatico sarà sicuramente, come sempre, importante e internazionale. “L’organizzazione, in particolare quella riguardante il nostro contributo, è tutta in divenire e legata alle prescrizioni che saranno adottate per limitare la diffusione del Covid – spiega il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Le nostre iniziative saranno improntate alla promozione dell’agroalimentare sardo, lo faremo sia per i presenti (nella speranza che l’evento si possa fare a porte aperte) e sia per tutti coloro che seguiranno l’importante evento sportivo da casa. Dove possibile cercheremo di coinvolgere anche i piloti con iniziative promozionali”. http://www.sardegna.coldiretti.it/-l-agroalimentare-sardo-al-rally-italia-sardegna.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=144797266 Mon, 31 Aug 2020 12:14:18 GMT COLDIRETTI. BOOM DEGLI AGRITURISMO PER FERRAGOSTO Ferragosto sorride agli agriturismo nell’estate nera per il turismo a causa dell’emergenza sanitaria. Si registrano numeri positivi, anche superiori nelle richieste rispetto agli scorsi anni, in particolare per le strutture delle zone interne. Il turismo sicuro e di prossimità sta premiando gli agriturismi che per Ferragosto hanno registrato numeri importanti dopo un giugno non pervenuto ed un luglio in chiaroscuro, anche se i posti a sedere (nel rispetto delle normative anti Covid) sono notevolmente ridotti. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti Sardegna sulla base delle indicazioni di Terranostra Campagna Amica. A prevalere notevolmente, tra gli ospiti, sono gli italiani che in periodo di Covid stanno riscoprendo il territorio ed il fascino del menù tipico a km0, all’insegna della buona tavola e del relax all’aria aperta ma anche della sicurezza, visto che le campagne sono i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. Certo i numeri del 2019 rimangono un miraggio per i circa 550 agriturismi che contano circa 6.700 posti letto: 42.256 arrivi che si sono fermati nelle strutture per una media di 3,47 giorni (per un totale 146.496 presenze) con una crescita dell’11,81% rispetto al 2018 (elaborazioni Coldiretti Sardegna su dati Sardegna turismo). “Agosto sta rappresentando una luce in questa stagione nera – afferma Michelina Mulas, presidente di Terranostra Campagna Amica Sardegna, l’associazione degli agriturismo Coldiretti -. Per Ferragosto abbiamo registrato nella maggior parte degli agriturismi Campagna Amica il tutto esaurito con le sale però ridotte di circa il 50% per garantire il distanziamento. Nelle zone interne i numeri sono stati nettamente superiori rispetto agli anni scorsi. E abbiamo qualche segnale positivo anche per settembre. La convivenza con il Covid ha cambiato le abitudini con la riscoperta del nostro territorio, del cibo tipico a km0, favorendo a Ferragosto gli agriturismi dell’interno di solito ad agosto più penalizzati essendo più lontani dalle coste”. http://www.sardegna.coldiretti.it/coldiretti-boom-degli-agriturismo-per-ferragosto.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=144797218 Mon, 31 Aug 2020 11:55:30 GMT CHIESTO LO STATO DI CALAMITA’ PER GLI INCENDI Oltre l’11% del patrimonio forestale italiano risiede in Sardegna, una delle regioni più virtuose con Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Toscana. La superficie forestale sarda è infatti il 50,36% della totale, 1.213.250 ettari su un totale di 2.408.989, molto più alta della media nazionale che si ferma al 34,7%. Un importante polmone verde nazionale messo ogni anno in pericolo dalla piaga degli incendi che si mangia centinaia di ettari di bosco, con un grave danno ambientale oltre che economico e sociale. Con l’aggravio di un pessimo biglietto da visita che regaliamo ai turisti. Le aziende agricole, avanguardie e sentinelle del territorio, sono le più esposte e le prime a pagarne le conseguenze. Colture secolari e strutture importanti, frutto di anni di lavoro sono ogni anno messe a repentaglio dalla mano incendiaria. “E’ fondamentale il riconoscimento dello stato di calamità naturale per evento eccezionale catastrofico” è la richiesta indirizzata nei giorni scorsi dal presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu al presidente della Giunta regionale Christian Solinas e agli assessori all’Ambiente e Agricoltura dopo i devastanti incendi hanno colpito numerose aziende agricole distruggendo ettari di sugherete, olivi, pascoli, scorte di foraggio, strutture (capannoni, case coloniche e recinzioni) e causato la morte di numerosi capi di bestiame (ovini, bovini ed equini). Coldiretti Sardegna ha chiesto alla Regione l’attivazione degli aiuti previsti dal Psr con la sottomisura 8.3: “Sostegno alla prevenzione dei danni arrecati alle foreste da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici” e dalla misura 5.2.1 “Sostegno investimenti in azioni di ripristino”, “per garantire in tempi brevissimi il ripristino dei danni e la ripresa ordinaria dell’attività agricola”. Ci vogliono almeno 15 anni per far rinascere tutto l’ecosistema forestale secondo una stima Coldiretti.  “Negli ultimi anni la macchina antincendio si è sensibilmente evoluta risparmiando migliaia di ettari dalle fiamme – sottolinea il direttore di Codiretti Sardegna Luca Saba – ma è necessario fare un ulteriore passo avanti nell’ambito della prevenzione attraverso una rete sociale che veda in prima linea gli imprenditori agricoli, vero presidio del territorio”. La corretta manutenzione aiuta a tenere pulito il bosco e ad evitare il rapido propagarsi delle fiamme in caso di incendi. Per difendere il bosco occorre creare le condizioni affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli. Un’opportunità in tal senso viene dalla legge di orientamento che invita le pubbliche amministrazioni a stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale. I boschi assolvono funzioni importanti per tutta la collettività, come per la prevenzione dalle frane e dalle alluvioni, ma serve una corretta gestione per preservare i territori dall’abbandono, svolgere un insostituibile presidio rispetto all’assetto idrogeologico e mantenere un patrimonio naturale con importante valenza turistica e ambientale. http://www.sardegna.coldiretti.it/chiesto-lo-stato-di-calamita-per-gli-incendi.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=144797180 Mon, 31 Aug 2020 11:51:12 GMT SCIOPERO DELL’ANGURIA A PREZZO CIVETTA “Non omne quod licet honestum est”. La massima del giurista Paolo (III sec. d.C.) “non tutto ciò che è lecito, è onesto”, è una sintesi di ciò che, soprattutto, alla vigilia di feste o grandi eventi leggiamo nei volantini pubblicitari di alcune aziende della grande distribuzione organizzata, in cui capeggiano titoloni di super sconti, con prodotti che fungono da specchietti per le allodole per attirare l’attenzione del consumatore.  E’ quanto denuncia Coldiretti Sardegna perché “quanto sta avvenendo in questi giorni da parte di una di queste aziende ha davvero superato ogni limite di decenza e rispetto per il lavoro dei contadini” con l’offerta dell’anguria ad un centesimo al kg (0,01 euro al kg). “Seppur dentro il perimetro delle legalità – spiega il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu - è una offesa al lavoro, al sacrificio ed alla dignità di migliaia di nostri agricoltori che ogni giorno con grande sacrificio e per remunerazioni spesso al limite se non al di sotto dei costi di produzione (in media per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi vanno a remunerare il prodotto agricolo) lavorano la terra per garantire un cibo sano, genuino e rispettoso dell’ambiente. Ma è una offesa anche all’intelligenza e alla buona fede del consumatore, aggredito nella sua parte più debole, i soldi, con l’aggravante di questa gravissima crisi. Senza contare il fatto che si offre una visione completamente distorta del valore dei prodotti della terra e del lavoro che c’è dietro, del quale, se ancora ce ne fosse stato bisogno, lo abbiamo visto durante il lockdown, durante il quale è emersa ancora una volta l’importanza e la centralità del cibo locale e di qualità e di chi lo produce”. E se anche questa offerta come si spiega è pagata dall’azienda, perché scrivono “alla filiera agroalimentare è stato corrisposto il giusto prezzo…”, questo non giustifica l’azione, non motiva la declassificazione di un duro lavoro ad 1 centesimo. “Se davvero lo scopo è quello omaggiare i clienti perché non le regalano le angurie? – dice il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Sul regalo non si discute ma dando un prezzo, si quantifica e in questo caso si squalifica, si umilia e si offendono tutti gli agricoltori, oltre a danneggiare il mercato di questo prodotto e cercare di mettere l’uno contro l’altro gli anelli deboli della filiera: il produttore ed il consumatore”. Per questo Coldiretti Sardegna si appella ai consumatori: “attenzione a questi miraggi che oltre al contadino offendono anche voi/noi tutti. Sono solo offerte civetta per attirare consumatori. Il prossimo venerdì, 14 agosto, vigilia di Ferragosto, rifiutiamoci tutti di acquistare le angurie ad 1 centesimo”. http://www.sardegna.coldiretti.it/-sciopero-dell-anguria-a-prezzo-civetta.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=144797158 Mon, 31 Aug 2020 11:48:08 GMT SUINICOLTURA. COLDIRETTI SARDEGNA. E’ COMINCIATO IL COUNTDOWN PER IL VIA LIBERA ALL’EXPORT Dopo 42 anni di peste suina e 3.188 giorni di embargo (con divieto di vendita della carne suina e trasformati oltre i confini sardi) gli allevatori suinicoli sardi possono cominciare il countdown per ottenere dall’Unione Europea il via libera all’export. Come ha detto 14 giorni fa il presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini davanti al ministro della Sanità Roberto Speranza: “la peste suina è superata”. Affermazioni confortate dai numeri: 23 mesi senza un focolaio e 16 mesi dagli ultimi casi positivi stanno a dimostrare (con tutte le ordinarie precauzioni del caso) che la Sardegna ce l’ha fatta e può finalmente guardare al futuro per ricostruire un comparto che negli anni si è sgretolato nei numeri, ma non nella qualità. “Abbiamo diverse aziende – sottolinea il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba - che in questi anni difficilissimi hanno creduto e investito nel settore. Sono dei baluardi e dei modelli di allevamento in biosicurezza e innovazione a livello europeo, di cui andiamo fieri. E’ da loro che occorre ripartire per ricostruire un settore che ci darà grosse soddisfazioni e una grande boccata di ossigeno per l’economia”. LA STORIA. La PSA fu individuata per la prima volta nel Sud Sardegna nel 1978, giunta presumibilmente attraverso scarti alimentari arrivati nel porto di Cagliari o all’aeroporto militare di Decimomannu dalla Penisola Iberica e diffusasi poi nelle zone interne dell’isola con le transumanze. I NUMERI. 42 anni di peste suina hanno polverizzato la suinicoltura sarda, che si declina in tantissime piccolissime (in termini di numeri di capi) aziende finalizzate all’autoconsumo. In base al numero di allevamenti, infatti, la Sardegna è la quarta regione italiana dopo la Lombardia, l’Emilia Romagna ed il Piemonte. Secondo le elaborazioni Coldiretti Sardegna sui dati dell’Anagrafe Nazionale Zootecnica, gli allevamenti di suini in Sardegna sono 14.598 per un totale di 180.908 capi (dati aggiornati al 30 giugno 2019) mentre i  cinghiali in allevamento sarebbero 1.129. Dal rapporto fra il numero di capi ed il numero di allevamenti emerge la frammentarietà con un alta incidenza di scrofe e verri sul totale dei suini allevati. Il numero medio di suini per allevamento è circa 12 mentre il valore nazionale è di circa 60 capi. Mediamente per ogni 100 suini allevati vi sono 36 scrofe mentre il valore medio nazionale è di circa 6. Ogni 4 scrofe c’è un verro mentre a livello nazionale mediamente vi è un  verro ogni 36 scrofe. Questi dati  denotano un elevato numero di piccolissimi allevamenti per l’autoconsumo finalizzati alla produzione del maialetto da latte e alla trasformazione dei riproduttori a fine carriera in salumi tradizionali; di conseguenza le categorie dei suini allevati più rappresentati negli allevamenti sardi sono  le scrofe e i lattonzoli   seguiti dai magroni. I maiali grassi invece sono la categoria meno numerosa, come la scarsa produzione di insaccati isolana sta a testimoniare. La maggior parte degli allevamenti costituiscono un’attività secondaria testimoniata anche dal fatto che circa il 70% di queste aziende alleva anche altre specie animali. Il 49% dei suini vengono allevati tra Cagliari e il Medio Campidano (86.292) dove le aziende hanno maggior consistenza di capi. Le province di Oristano e Sassari posseggono il maggior numero di allevamenti (5.711) mentre l’l’Asl di Sanluri ha la più alta densità di capi per chilometro quadrato (27,52. La seconda è Cagliari con 9,74). “Abbiamo tutte le carte in regola per superare il muro della Sardegna e poter finalmente vendere la carne e i trasformati dei suini in Italia e nel mondo con grandi margini di crescita e ritorno economico ed occupazionale – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Da parte nostra è quotidiano e costante il pressing a tutti i livelli, supportato dai numeri, dalla credibilità ottenuta con sacrifici e da allevamenti virtuosi che ci invidiano in tutta Europa. Ma è fondamentale il contributo di tutti, dai rappresentanti politici sardi (Regione e Parlamentari) e dello stesso ministro che 14 giorni fa a Roma ci ha rassicurato sul suo contributo in questa direzione”. http://www.sardegna.coldiretti.it/suinicoltura-coldiretti-sardegna-e-cominciato-il-countdown-per-il-via-libera-all-export.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=144459407 Wed, 05 Aug 2020 11:40:21 GMT INCENDI. COLDIRETTI. PESANTE IL TRIBUTO DELLE AZIENDE AGRICOLE E’ ancora una volta pesante il contributo dell’agricoltura per gli incendi. Questo fine settimana è stato terribile in particolare nel Nuorese (Sarule e Orgosolo) e nel Sassarese (Bonorva, Uri e Ittiri) dove sono andati in fumo migliaia di ettari colpendo molte aziende agricole. Le alte lingue di fuoco hanno fatto molte vittime, anche animali (pecore, bovini ed equini), oltre che diversi ettari di sugherete, di olivi, pascolo, scorte di foraggio, qualche struttura (capannoni e case coloniche), diversi km di recinzioni. “Anni di lavoro mandati in fumo in poche ore e ne serviranno tanti altri prima di poter recuperare – commenta il presidente di Coldiretti Nord Sardegna Battista Cualbu -. Le aziende agricole sono i baluardi e le sentinelle del territorio, ma sono anche esposti a tutte le calamità e alla piaga degli incendi che ogni anno causa ingenti danni ambientali ma anche economici. E’ importante non lasciare sole queste aziende, per questo chiediamo un immediata rilevazione dei danni per un pronto ristoro”. “Nel nostro territorio le perdite sono state importanti – afferma il presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra Leonardo Salis -. In queste ore è in corso la conta dei danni. Le imprese agricole con le amministrazioni stanno stilando l’elenco che è lungo purtroppo. Quel che è certo è certo che gli allevatori si ritrovano senza pascolo e alcuni anche senza le scorte di foraggio. Altri dovranno rimboccarsi le maniche per recuperare ed in alcuni casi anche reimpiantare gli oliveti per poi aspettare anni prima di riprendere con la produzione”. http://www.sardegna.coldiretti.it/incendi-coldiretti-pesante-il-tributo-delle-aziende-agricole.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=144423167 Mon, 03 Aug 2020 18:21:59 GMT FRONTE COMUNE PER IL CANNONAU SIMBOLO DELLA VITICOLTURA SARDA La forza del vino è quella di identificarsi con il suo territorio e di riuscire a trasmetterlo con i suoi sapori e profumi. Potere che porta ad associare il nome dl vitigno alla terra di origine. Quando vediamo o pensiamo ad un cannonau automaticamente associamo l’immagine della Sardegna ed in particolare quella del centro. Un’identificazione totale che non può essere messa in dubbio o scalfita dalle norme e dalla burocrazia.  Per questo Coldiretti Sardegna bolla “come assurdo e da rispedire immediatamente al mittente, attraverso una presa di posizione forte e collettiva guidata dalla Regione, la norma europea che rischia di “liberalizzare” e quindi di poter vedere nelle etichette di altri vini italiani il nome di alcuni vitigni tipici sardi, in primis il Cannonau, simbolo della nostra viticoltura, ma anche del Nuragus, Nasco, Semidano e Girò”. Un attentato alla tipicità e alla distintività dei territori e delle sue produzioni agroalimentari, una omologazione che non fa del bene a nessuno e che mira al principe dei vitigni sardi, il cannonau, il vino di gran lunga più prodotto in Sardegna al quale è destinato il 27% della superficie vitata sarda: 7.411 ettari su 27.217, dei quali 4.875 si trovano nella vecchia provincia di Nuoro. Gli altri vitigni a rischio, sono il Nuragus di Cagliari (1.492 ettari coltivati Cagliari su un totale di 1.880 in tutta la Sardegna), il Nasco che conta 147 ettari (131 nella vecchia provincia di Cagliari), il Semidano (38 ettari dei quali 17 a Cagliari e 20 a Oristano) e il Girò (88 ettari 44 dei quali nella ex provincia di Sassari). “Questa battaglia ci deve vedere tutti in prima linea ed uniti – sostiene il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -, sarebbe una sconfitta non solo della viticoltura ma di tutta la Sardegna vedere i nomi dei nostri vitigni storici in etichette di vini non sardi. Ci appelliamo alla Regione affinchè faccia tutti i passaggi formali del caso e batta i pugni nel tavolo in difesa della nostra distintività consapevole che non si troverà da sola che avrà il sostegno sicuramente di tutta la Coldiretti e siamo certi di tutto il popolo sardo”. “E’ una norma che va bocciata e rispedita al mittente – continua il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba – il vino e territorio ed è giusto che l’utilizzo dei nomi sia appropriato alla terra di provenienza storica”. http://www.sardegna.coldiretti.it/fronte-comune-per-il-cannonau-simbolo-della-viticoltura-sarda.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=144423113 Mon, 03 Aug 2020 18:18:45 GMT LA PESTE SUINA E’ SUPERATA: VIA LIBERA ALL’EXPORT “La peste suina è superata ed i tempi sono maturi per avere il via libera alle esportazioni”. A dirlo questa mattina a Roma è stato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini durante l’assemblea nazionale dell’Organizzazione alla quale hanno presa parte i ministri all’Agricoltura Bellanova, allo Sviluppo Economico Patuanelli e alla Salute Speranza. “I tempi sono maturi per ottenere il via libera alle esportazioni e bene ha fatto il presidente Prandini a ricordarlo in questo importante contesto – commenta il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu presente all’incontro di Roma -. Da oltre un anno non si registrano casi di peste suina, un dato rafforzato dal fatto che questo è frutto di un lavoro e programmazione seria portata avanti dall’unità di progetto rappresentata da Alberto Laddomada e Alessandro De Martini. Il via libera dunque ce lo siamo meritati sul campo e lo dobbiamo a quelle aziende che con grandissime difficoltà e rischi ma con tanta consapevolezza e duro lavoro hanno resistito, tenendo in piedi il comparto e rappresentando un esempio non solo per la Sardegna ma anche fuori, visto che sono delle aziende modello delle quali dobbiamo essere orgogliosi”. La Sardegna è da 40 anni che combatte con la peste suina e da circa 10 non può esportare oltre i confini dell’Isola. Solo negli ultimi 10 anni questo  ha provocato la perdita di circa il 50% del patrimonio suinicolo. E come se non bastasse è anche uno dei settori agricoli che maggiormente sta soffrendo le conseguenze del Covid con il crollo delle vendite del maialetto, il 70% del quale è destinato ai turisti (sempre ovviamente nei confini sardi). Adesso è davvero giunto il momento di ottenere il via libera per uno dei settori maggiormente rappresentativi dell’agroalimentare sardo. “Come ha detto il presidente Prandini – evidenzia Battista Cualbu – siamo pronti anche su questo fronte a costruire il futuro al fianco delle istituzioni”. E lo si potrà fare grazie alla tutela della indicazione di provenienza che da oggi, dopo la storica firma del decreto interministeriale, sarà presente sulla etichetta delle carni suine trasformate che finalmente smaschera l’inganno della carne tedesca o olandese spacciata per italiana. “Un passo avanti importante che non può che rafforzare i nostri prodotti – afferma il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba – che in questi anni oltre il danno della peste suina hanno dovuto subire una concorrenza sleale e ingannevole”. http://www.sardegna.coldiretti.it/la-peste-suina-e-superata-via-libera-all-export.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=144176474 Wed, 22 Jul 2020 09:42:05 GMT COLDIRETTI. ASSEGNATI I PREMI SARDO 100%: PREMIATO ANCHE L’INFERMIERE-EROE DI SAN GAVINO Sono il musicista Gavino Murgia, l’infermiere-eroe Paolo Cannas e l’educatore-scrittore Giampaolo Cassitta i sardi 100% del 2020. IL PREMIO ideato da Coldiretti Sardegna, è riservato a chi “con la propria attività e spesso a riflettori spenti tiene alto l’onore e l’orgoglio della Sardegna”. Giunto alla sua quarta edizione, è stato assegnato sabato sera durate il Sardinia Food Awards che si è tenuto a Is Molas a Pula. E’ andato a tre sardi con storie e percorsi di vita diversi ma accomunati nel rappresentare degli esempi positivi nel proprio campo di competenza. I PREMIATI 2020. Gavino Murgia, musicista nuorese di fama internazionale, canta e suona la Sardegna autentica. Un polistrumentista che contamina e si fa contaminare dalle diverse culture artistiche con cui si è formato dando vita ad un’arte originale che racconta la sua terra. “Ambasciatore internazionale e originale della cultura e dell’identità autentica sarda grazie alle sue poliedriche abilità artistiche” è la motivazione riportata nella targa, categoria Arte, consegnatale sabato sera dal presidente Battista Cualbu e dal direttore Luca Saba di Coldiretti Sardegna. Paolo Cannas, 46enne di San Gavino è un “Infermiere eroico e patriottico – è la motivazione del suo premio, categoria Sociale -. Nel picco della più grave e virulenta emergenza sanitaria del dopoguerra, volontariamente è andato in trincea per difendere e salvare le vite dei propri connazionali dal nemico invisibile del Covid”.   Un eroe silenzioso che si è messo a disposizione della nazione – secondo Coldiretti Sardegna -. A marzo ha lasciando moglie e figli ed è andato per 25 giorni ad operare nell’epicentro dell’epidemia, Bergamo, mettendo a repentaglio la propria salute per aiutare i colleghi nell’assistenza delle centinaia di persone colpite dal Coronavirus. “Rappresenta i tantissimi infermieri-eroi che abbiamo ammirato nei mesi di lockdown quando a noi hanno chiesto di stare a casa, e loro senza sosta hanno lavorato per strappare al virus le nostre vite” sostiene il presidente Battista Cualbu. L’altro sardo 100% categoria Comunicazione è Giampaolo Cassitta di Alghero, educatore nelle carceri, da quattro anni al vertice della giustizia minorile della Sardegna ed autore di numerosi libri. Un educatore per mestiere vicino agli ultimi per scelta, impegnato nel sociale.  “Una vita al fianco degli ultimi per mestiere e per passione – si legge nella sua targa -. Sia da educatore che da scrittore ha sempre cercato di colorare gli invisibili e dare una seconda possibilità a tutti”. ALBO D’ORO. Il premio è nato all’interno del Sardinia food Awars, gli Oscar dell’agroalimentare sardo che vede Coldiretti Cagliari tra i partner. Ogni anno il titolo Coldiretti di Sardo 100% è assegnato a tre categorie. I primi a ricevere il premio, nel 2017, furono, il professor Giuseppe Pulina, lo chef Luigi Pomata e il giornalista Emanuele Dessì. Nel 2018 se lo aggiudicarono lo chef Pierluigi Fais, il cantante-pastore degli Istentales Gigi Sanna (che con Coldiretti Sardegna organizzò sa paradura a Cascia, con la consegna di mille pecore ai pastori umbri che subirono danni dal terremoto) e Claudio Testa della Biraghi, che ha sottoscritto con Coldiretti Sardegna lo storico accordo di filiera che garantisce ai pastori una remunerazione equa del latte. Nel 2019 i premiati furono la giornalista Simona De Francisci, la start up Abinsula e il Prefetto-coraggio Giuseppe Meloni che si è distinto anche in altre regioni, come la Calabria, per la sua integrità morale nel riportare la legalità in importanti ambiti amministrativi del nostro Paese. “La Sardegna è costellata di persone che rappresentano degli esempi positivi che fanno bene alla società – afferma il direttore Luca Saba -. Troppo spesso, purtroppo, travolti dai ritmi frenetici della nostra società, ci fossilizziamo sugli aspetti negativi dimentichiamoci invece dei tanti positivi che vanno presi ad esempio”. http://www.sardegna.coldiretti.it/coldiretti-assegnati-i-premi-sardo-100-premiato-anche-l-infermiere-eroe-di-san-gavino-.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=144033921 Tue, 14 Jul 2020 11:30:31 GMT COLDIRETTI. #COMPRAMIELESARDO: 2 BARATTOLI SU 3 SONO STRANIERI E CROLLANO (-80%) LE PRODUZIONI Crollo dell’80% della produzione e invasione di miele straniero (due barattoli su 3 sono importati) rischiano di far chiudere gli alveari sardi. E’ l’allarme lanciato da Coldiretti Sardegna che denuncia come questo settore, fondamentale dal punto di vista ambientale, rischi il collasso visto che è anche quasi l’unico in cui con la produzione crolla anche la remunerazione agli apicoltori e lancia l’hashtag #compramielesardo. Il 2020 ad oggi è una delle annate più negative per gli apicoltori. In primavera le produzioni di miele sono state quasi nulle. Nel sud Sardegna si sono fermate al 20% (- 80%), circa 4 kg ad alveare rispetto ai 20 kg di media.  A salvarsi, per modo di dire, sono state solo alcune aree del centro Nord Sardegna e Logudoro (che rappresentano circa il 15% del settore sardo) dove le perdite si sono fermate al 50%. Quest’anno sarà molto difficile trovare miele di arancio sardo visto che gli agrumi in forte stress per il clima anomalo hanno fiorito con un mese di anticipo, senza una secrezione nettarifera sufficiente alla raccolta. Le fioriture prodotte sono prevalentemente di macchia mediterranea ed asfodelo, assente quella di cardo. E non va meglio d’estate. La produzione dell'eucalipto, ancora di salvezza degli apicoltori, quest’anno si è sviluppata in modo molto più lento a causa del forte maestrale che ha colpito la Sardegna nel momento di maggior produzione nettarifera delle piante e ha compromesso la capacità operativa delle api e produttiva della pianta. Inoltre la presenza della psilla, parassita delle piante, sta annullando la secrezione nettarifera della pianta fermando la produzione a circa 8 kg ad alveare. Il 2020 insomma si attesta tra una delle peggiori annate per gli apicoltori, rischiando di eguagliare quella horribilis del 2012. Le cause del crollo delle produzioni sono dovute ai cambiamenti climatici. Un inverno caldo e siccitoso, le gelate  primaverili e il maestrale estivo ne sono la causa. In queste condizioni le api hanno scarse  possibilità di raccogliere il nettare e il poco miele prodotto lo utilizzano come alimento. Un problema non solo economico ma anche ambientale visto che le api rappresentano un indicatore rilevante del suo stato salute.  La loro opera è fondamentale  per la  primaria funzione di salvaguardia  della biodiversità  e nel lavoro degli agricoltori con l’impollinazione delle colture ortofrutticole e sementiere.  Si calcola che una singola ape  visita in genere circa 7000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di visite floreali per produrre un chilogrammo di miele.  Secondo la FAO, 3 colture alimentari su 4 dipendono in una certa misura per resa e qualità dall’impollinazione dalle api, tra queste ci sono le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, le angurie ed i meloni.  Oltre che produttivo il problema è anche di mercato. Le vendite di miele sono ferme a causa di una stagione turistica estiva mai partita dovuta all’emergenza sanitaria del Covid. Dopo la crescita delle vendite durante il lockdown la vendita del miele adesso si è bloccata per l’assenza di turisti e la minor capacità di spesa dei sardi. Ma a condizionare il mercato è soprattutto la presenza delle miscele di miele straniero a prezzi economici, con due barattoli su tre di origine straniera. Secondo elaborazioni Coldiretti (su dati Istat) il 40% arriva dall’Ungheria e oltre il 10% dalla Cina. Per questi motivi i 1767 apicoltori rischiano di dover dismettere  i 66.773 alveari presenti in Sardegna. A rischio sono ovviamente gli 828 apicoltori professionali (939 sono in autoconsumo, i cosiddetti hobbisti). A tutto questo si aggiunge anche la solita burocrazia, macigno sempre più pesante per le imprese agricole. “Circa il 70% degli apicoltori aspetta ancora gli indennizzi per la siccità del 2017 – ricorda il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -, una lentezza ingiustificabile e improponibile per imprese che aspettano da tre anni nell’incertezza assoluta. Cosi come  si riscontrano altri ritardi sulla legge 19 del 2015 che concede dei contributi agli apicoltori. A distanza di 5 mesi dalla presentazione delle domande, ancora non si conoscono neppure le graduatorie, facendo vivere nell’incertezza e impedendo agli apicoltori di poter pianificare i propri investimenti aziendali”. “L’apicoltura è uno dei settori più trascurati nonostante l’importanza che assuma dal punto di vista ambientale – afferma il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba –.  Sono i primi a subire le conseguenze dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento a testimonianza della centralità che assumono le api per l’ambiente. Inoltre subiscono pesantemente il peso di una concorrenza sleale dalle importazioni di miscele di miele stranieri di bassa qualità. Per questo è importante la nostra scelta. Compriamo sardo, diamo un contributo all’ambiente e alla nostra economia, scegliamo il miele dei nostri apicoltori, un prodotto garantito del quale conosciamo l’origine”. L’indicazione “Italia” indica che il miele è raccolto interamente sul territorio nazionale. Nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta  deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE. Se invece proviene da Paesi extracomunitari deve contenere la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre, se si tratta di un mix, va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”. http://www.sardegna.coldiretti.it/coldiretti-compramielesardo-2-barattoli-su-3-sono-stranieri-e-crollano-80-le-produzioni-.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=144033874 Tue, 14 Jul 2020 11:27:27 GMT COLDIRETTI – PROMO EVENTI. RINVIATO A SETTEMBRE IL WINE FOOD FESTIVAL DI CAGLIARI Si terrà anche quest’anno, nella bellissima cornice di piazza del Carmine e Cagliari, il consueto appuntamento con il Cagliari International Wine&Food Festival patrocinato dal comune di Cagliari, in programma nel palinsesto dell’Estate cagliaritana. A causa dell’emergenza sanitaria COVID-19, che ha colpito in maniera significativa il comparto turistico e quello degli eventi, i Festival quest’anno non si svolgerà come di consueto a luglio ma subirà uno spostamento a fine settembre, nelle date del 25 e 26. “L’idea è maturata di concerto con l’amministrazione comunale, che ha subito avvallato la scelta di buon senso della nostra Associazione. Le motivazioni sono evidenti e comprensibili - dichiara Mario Bonamici presidente della APS Promo Eventi – la situazione non è ancora fluida per quanto riguarda gli eventi destinati al pubblico con un’affluenza come quella che la nostra manifestazione che, specie in occasione dell’ultima edizione, ha registrato una crescita notevole. Come è giusto che sia, vorremmo garantire il miglior scenario possibile nel totale rispetto delle regole e della sicurezza. Sarà evidentemente un evento per il pubblico, ma questa quarta edizione sarà particolarmente rivolta a tutte le aziende che prenderanno parte. Il loro settore, come molti altri del resto, è stato colpito duramente e vorremmo, nel nostro piccolo, contribuire ad una ripresa. Siamo fiduciosi e cercheremo di sfruttare al meglio le opportunità che il nostro evento porterà a tutti i partecipanti con sinergie e iniziative di collaborazione molto interessanti.”   “Una manifestazione che sta maturando e crescendo in interesse sia per le aziende che per il pubblico – sostiene Giorgio Demurtas presidente di Coldiretti Cagliari, partner dell’evento -. Come organizzazione ci teniamo particolarmente soprattutto quest’anno, visto che la viticoltura è una dei settori agricoli maggiormente colpiti dall’emergenza Covid. Sperando che l’estate sia favorevole al settore, il festival a fine settembre sarà anche una occasione di festa per lasciarci alle spalle l’incubo virus”.      “Il successo di pubblico dello scorso anno e l’attenzione per questa bella iniziativa ci ha consigliato di rinviarla per dare la possibilità di bissare il successo di pubblico dello scorso anno che questa manifestazione merita” spiega l’assessore alle Attività Produttive, Turismo e Sviluppo del territorio del Comune di Cagliari Alessandro Sorgia. http://www.sardegna.coldiretti.it/coldiretti-promo-eventi-rinviato-a-settembre-il-wine-food-festival-di-cagliari.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=144033861 Tue, 14 Jul 2020 11:25:04 GMT COLDIRETTI PENSIONATI. BONUS STRAORDINARIO PER LE PENSIONI MINIME Un bonus straordinario che equipari per quattro mesi le pensioni minime al Reddito di cittadinanza. E’ la richiesta fatta alla Regione dall’associazione pensionati di Coldiretti Sardegna guidata da Gianni Girasole che ha inviato una lettera, firmata dal presidente regionale della Coldiretti Battista Cualbu, al presidente della Giunta Regionale Christian Solinas e all’assessore al Lavoro Alessandra Zedda. I pensionati  sono tra le fasce più esposte e vulnerabili al Covid. Il virus infatti ha mietuto vittime soprattutto tra gli anziani e le persone che avevano problemi di salute. Per questo, già prima del confinamento per decreto, i pensionati si sono dovuti auto-isolarsi, accrescendo in molti casi le difficoltà e le spese da sostenere e sommando disagio a disagio. “Ad essere colpiti anche economicamente – sostiene Gianni Girasole - sono stati in particolare coloro che percepiscono pensioni minime, poco più di 500 euro, che li costringono ordinariamente a vite di restrizioni e non capaci di sopportare situazioni di emergenza. Questi mesi, infatti, per loro sono stati difficili, oltre alla preoccupazione per il Covid, hanno affrontato molti disagi anche e soprattutto economici”. Nella lettera inviata alla Regione, l’Organizzazione propone una integrazione straordinaria per i quattro mesi che vanno da marzo a giugno 2020 “equiparando le pensioni minime, di circa 515 euro, al reddito di cittadinanza che si aggira intono 780 euro mensili”. Il Bonus pensione, suggerisce Coldiretti Pensionati Sardegna, potrà essere erogato sulla base dei dati che comunicherà l’Inps relativamente ai titolari di assegno sociale, pensione sociale, pensione di invalidità/assegno invalidità, pensione di vecchiaia/anzianità. http://www.sardegna.coldiretti.it/coldiretti-pensionati-bonus-straordinario-per-le-pensioni-minime.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=144033848 Tue, 14 Jul 2020 11:23:13 GMT CASILLO: GRANO A 30 EURO CON PAGAMENTO IMMEDIATO Sarà remunerato fino ad un massimo di 30 euro al quintale, come prezzo minimo fissato a 27 euro il grano duro che il Gruppo Casillo acquisterà dai cerealicoltori sardi. Ma soprattutto, aspetto fondamentale, il pagamento avverrà alla consegna: “massimo ai cinque giorni dal ritiro del grano i danari saranno nei conti correnti dei produttori, come del resto abbiamo fatto negli anni scorsi” assicura Vito Savino, direttore vendite del Gruppo pugliese Casillo leader nella trasformazione e commercializzazione del grano. Sono i  numeri e le condizioni dell’accordo di filiera siglato per il terzo anno consecutivo da Coldiretti Sardegna e il Gruppo Casillo grazie alla collaborazione del Consorzio Agrario Sardegna. Dati finalmente in crescita dopo anni bui per la cerealicoltura sarda che non vedeva riconosciuti neppure i costi di produzione e che ha portano al minimo storico la superficie dedicata alla coltivazione del frumento. Nel 2019, secondo le elaborazioni di Coldiretti Sardegna sui dati Istat, gli ettari coltivati a grano duro sono stati 19.145 e di grano tenero 755 ettari. Numeri lontanissimi dai 96.710 ettari del 2004, con una perdita in 15 anni dell’80% della superficie coltivata a grano. Conseguentemente sono oltre che dimezzati anche i contadini che coltivano grano che oggi si attestano a poco più di 5 mila rispetto ai circa 12 mila del 2000. Era da sei anni che non si riusciva a raggiungere quota 30 euro a quintale nella remunerazione del grano, quest’anno lo si farà grazie a questo nuovo accordo “che siamo certi – assicura il presidente di Coldiretti Cagliari Giorgio Demurtas – darà una scossa positiva a tutto il mercato locale con delle ripercussioni positive per tutti, come già avvenuto lo scorso anno”. Nel dettaglio le condizioni dell’accordo prevedono una remunerazione tra i 27 e i 30 euro in base alle caratteristiche del grano duro. EURO/QUINTALE   PROTEINE   PESO SPECIFICO   30   Ø  13,5%   Ø  81 %   28   Ø  12%   Ø  79%   27   Ø  11,5%   Ø  78%   “Sono le migliori condizioni che siamo riusciti a spuntare nel mercato – afferma Giorgio Demurtas – a cui si unisce un valore aggiunto fondamentale per i cerealicoltori cosi come per tutte le imprese: il pagamento alla consegna. L’incasso immediato dei danari è importantissimo e vale tantissimo per una impresa rispetto alla incertezza tradizionale nei pagamenti. Di solito i tempi sono lunghi e chi richiede il pagamento alla consegna deve accettare un prezzo più basso rispetto a quello di piazza, in questo caso otteniamo il massimo con le migliori condizioni”.   Un accordo che in parte riesce a compensare i cali di produzione che quest’anno si attestano intorno al 20% a causa dei cambiamenti climatici che hanno provocato prima uno slittamento delle semine a fine gennaio a causa delle piogge che hanno inzuppato i terreni rendendo impossibile il lavoro e poi la siccità che sta incidendo sulla quantità. “Diamo continuità agli impegni presi con i cerealicoltori sardi – afferma Vito Savino – stiamo portando avanti e stiamo raccogliendo i frutti dei progetti di filiera cominciati tre anni fa, come l’aumento delle superfici coltivate. Quest’anno raccoglieremo il primo grano tenero certificato (oltre 150 ettari) 100% sardo per produrre farine specifiche per pizzerie e pasticcerie in primis”. Iniziativa quest’ultima che si inserisce all’interno di Prime Terre, il progetto di filiera controllata e certificata dalla forte impronta territoriale che garantisce la genuinità e l’origine locale dei grani macinati. “Gli accordi di filiera che stiamo siglando nei diversi settori, oltre al grano, nel settore bovino da carne e lattiero caseario, stanno portando un valore aggiunto, sicurezza e stabilità per i produttori – evidenzia il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba – è una strada che sta dando i suoi frutti e che continueremo a perseguire garantendo le migliori condizioni per i produttori e per i consumatori che potranno acquistare prodotti a filiera certificata”. http://www.sardegna.coldiretti.it/casillo-grano-a-30-euro-con-pagamento-immediato.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=143875686 Mon, 06 Jul 2020 10:29:38 GMT PER 7 AZIENDE SU 10 LA CONSUILENZA ACCRESCE LA COMPETITIVITA’ Oltre 7 aziende agricole sarde su 10 ritengono che la consulenza può aumentare la competitività. E’ uno dei tanti interessanti dati emersi dal partecipato webinar promosso dall’area economica della Coldiretti in Sardegna sul tema della consulenza, in cui sono stati presentati i risultati di un questionario sui fabbisogni di consulenza somministrato a circa 70 imprenditori agricoli di tutta la Sardegna. Iniziativa che nasce all’interno del Progetto Infopac 2019 “ColdirettInform@” sul tema specifico del PSR e della Consulenza aziendale. Gli intervistati ripongono molta fiducia sulla consulenza: secondo il 47,8% del campione consentirebbe un incremento di competitività fino al 30%; per il 29,8% fino dal 31% al 70%, mentre per il 9% l’incremento sarebbe dal 70% al 100%. Dati che purtroppo si scontrano con la realtà con un “distaccamento tra azienda agricola, ricerca e innovazione - come ha sottolineato Riccardo Fargione, dell’area economia della Coldiretti  - ed è per questo che ci siamo attivati, anche in Sardegna, con diversi strumenti che riescano a rimarginare questa distanza”. Tra le varie attività messe in campo dall’Organizzazione agricola c’è anche quella della formazione di 60 figure, in tutta Italia, due dei quali in Sardegna, di Innovation advisor, con “l’obiettivo di aggregare e facilitare l’azienda agricola nel poter usufruire della consulenza in campo innovativo e non solo” ha spiegato il referente sardo Serafino Mura. Anche perché, le aziende intervistate che ripongono tanta fiducia nella consulenza, ad oggi per il 67% non ha mai richiesto questo servizio. “Oggi, per l’imprenditore, il consulente assume diverse funzioni a seconda della casistica – ha spiegato durante il seminario online il professore dell’Università di Sassari Pietro Pulina – per questo è importante rivolgersi ad un sistema che possa aiutarlo nel mantenersi in posizione di rilievo nello scenario della competitività”. Secondo il 38,8% del campione intervistato dal questionario somministrato da Coldiretti, la mancanza di conoscenza incide con una perdita di utile fino al 30%, mentre il 26,9% ritiene la perdita di utile maggiore (dal 31% al 70%) ed il 5% ancora maggiore (dal 70% al 100%).  Gli ambiti che, secondo il campione intervistato, incrementa notevolmente la competitività delle aziende sono: sostenibilità ambientale; gestione del rischio; integrazione di filiera. Temi, infatti, sui quali scommettono e investono i nuovi agricoltori: “le aziende condotte dai giovani – ha detto il delegato regionale dei Giovani Coldiretti Frediano Mura – si basano oltre che sulla multifunzionalità, sulla sostenibilità e sull’agricoltura di precisione”. Nello specifico nel webinar si sono approfonditi le tematiche delle energie sostenibili con Sandro Franco di EnelX, tema al quale si sono detti interessati (nel questionario) 6 aziende su 10 e della filiera del bovino da carne, con Malko Gallioni, presidente di Anacli, che ha parlato anche del progetto bovini al sud che vede la Sardegna tra le protagoniste. http://www.sardegna.coldiretti.it/per-7-aziende-su-10-la-consuilenza-accresce-la-competitivita-.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=143758650 Mon, 29 Jun 2020 09:25:35 GMT IN PIAZZA CON I FIORI PER RIPARTIRE DOPO IL CROLLO COVID Ripartiamo con un fiore. Uno per ogni capoluogo di regione. Con venti composizioni colorate che rappresentano la ripartenza, la voglia di lasciarsi dietro questi mesi da incubo. E’ l’iniziativa di Coldiretti che si tiene oggi, sabato 27, in tutti i capoluoghi di regione italiane in collaborazione con l’Associazione Floricoltori e Fioristi Italiani e con i fioristi di Federfiori. A Cagliari in piazza Yenne, davanti alla statua di Carlo Felice è stata sistemata questa mattina una composizione a forma di spirale di oltre 2,30 metri di altezza composta dalla “Fioreria Murru” con fiori recisi (Gerbere – Achillea – Craspedia – Limonium – Papiro – Asparagus – Matrecaria – Eringium) per rappresentare la rinascita della Sardegna dopo l’emergenza sanitaria. All’interno della spirale è collocata una composizione che rappresenta il mondo attaccato dal virus. La spirale è lo slancio, la voglia di uscire da quest’incubo: i fiori che si trovano nella spirale sono gli uomini che stanno cercando di raggiungere la cima, la via di uscita dall’emergenza. La scelta dei fiori per la prima iniziativa post lockdown non è casuale per la Coldiretti. Il segmento florovivaistico ha subito un crack da oltre 1,5 miliardi e la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro a causa dell’emergenza economica generata dal Covid 19, con la cancellazione a livello nazionale di oltre 60mila matrimoni, eventi e cerimonie e centinaia di fiori e fronde finiti al macero. A queste si sono aggiunte le difficoltà alle esportazioni, dove l’Italia ha svolto fino ad ora un ruolo di leader nel mondo con il record per le spedizioni florovivaistiche che nel 2019 hanno raggiunto ben 904 milioni di euro di piante, fiori e fronde, dirette soprattutto in Francia (188 milioni di euro), Germania (159 milioni di euro) e l’Olanda (153 milioni di euro). Numerose disdette arrivano anche dal mercato delle pubbliche amministrazioni, legate all'utilizzo delle piante nei lavori di abbellimento e decoro urbano. IN SARDEGNA il settore è rappresentato da circa 2500 imprese medio piccole, con circa 4000 occupati (il florovivaismo ha il più alto rapporto investimento occupato), con un valore di affari di circa 25 milioni di euro,  inclusa l'uso delle piante per la costruzione di verde pubblico e privato e incluso l'uso di piante a ciclo  annuale per il decoro e l'arredo urbano. “L’agricoltura sta pagando la crisi economica generata dall’emergenza sanitaria  - afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – ma questo è anche il momento di un ulteriore colpo di reni per ripartire dando segnali di ottimismo. Lo facciamo in modo sobrio ma simbolico, con i vivaci colori e i profumi dei fiori rappresentando allo stesso tempo la bellezza e la qualità del prodotto made in Italy oltre al saper fare in questo caso dei maestri fioristi nostrani”. http://www.sardegna.coldiretti.it/in-piazza-con-i-fiori-per-ripartire-dopo-il-crollo-covid.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=143758425 Mon, 29 Jun 2020 09:14:38 GMT SUL LATTIERO CASEARIO OGGI PIU’ CHE MAI SERVE PROGRAMMARE E GOVERNARE Programmare e governare il sistema. E’ il mantra che Coldiretti Sardegna va ripetendo da anni per dare stabilità e razionalità al settore lattiero caseario. E lo ripete a maggior ragione in questo momento favorevole per il mercato del Pecorino romano, di gran lunga il formaggio più prodotto dal latte di pecora e quello che condiziona e detta ogni anno il prezzo da remunerare al pastore. Le esportazioni negli Usa, mercato principale di vendita del Pecorino romano Dop, anche nei primi due mesi del 2020 continuano a confermare un trend positivo, registrando una crescita del + 27,5% in volumi e +24,7 in prezzo. Vendite che vanno bene anche nei discount: + 45,9% in volume e + 41,7% come valore complessivo. In crescita invece del + 6,5% il prezzo medio sia nei supermercati e che nei discount. Dai quest’ultimi condizionati anche dal lockdown. Notizie positive arrivano anche dalla chiusura dei bilanci delle cooperative con Dorgali e Lacesa di Bortigali che hanno chiuso a 1 euro al litro e la cooperativa Lait di Ittiri che è andata anche oltre l’ambito euro: 1,03. Grazie alla nostra proposta di Coldiretti Sardegna condivisa dai Consorzi di tutela dei tre Pecorini e fatta propria dalla regione sono stati inoltre stanziati 5milioni di euro per l’acquisto dei formaggi freschi e a bassa stagionatura, che avevano subìto una flessione nelle vendite nei mesi di marzo e aprile portando alcuni caseifici a produrre più Pecorino romano. A questo vanno sommati anche i circa 13milioni di euro del cosiddetto bando degli indigenti per il Pecorino romano stanziati dal governo. Interventi che vanno a tutelare il mercato del Pecorino romano, che anche per via del Covid quest’anno ha cresciuto le produzioni. “Gli eventi imponderabili come il Covid, ma anche il pericolo Dazi degli Usa o la stessa guerra del latte dello scorso sono dei fattori straordinari che stravolgono il mercato come lo era stata la lingua blu qualche anno fa. Ma proprio per attutire anche questi colpi è oltre modo necessario un tavolo permanente della filiera che sappia programmare a monte e riesca a tenere la barra dritta nei momenti critici garantendo più stabilità a tutti gli attori della filiera e soprattutto all’anello più debole i pastori, sui quali si tende sempre a scaricare la crisi, pagandone a caro prezzo le conseguenze”. “L’accordo di filiera con Biraghi ce lo dimostra e sta portando importanti benefici – ricorda il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Il pecorino etico è frutto di una programmazione a monte che garantisce stabilità e che sta reggendo, seppur si tratti di un prodotto giovane, i momenti straordinari che stiamo vivendo in questi ultimi anni”. http://www.sardegna.coldiretti.it/sul-lattiero-caseario-oggi-piu-che-mai-serve-programmare-e-governare-.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=143371056 Fri, 12 Jun 2020 10:10:13 GMT VIA LIBERA ALLA MOVIMENTAZIONE DI BOVINI E OVINI SENZA IL FARDELLO DEI 25 EURO Finalmente è arrivato lo sblocco della movimentazione verso il Nord Sardegna e il resto della Penisola. Da 21 mesi, infatti, i bovini e ovini del centro e sud Sardegna per spostarsi dovevano essere sottoposti prima all’esoso esame della PCR.  Il blocco della movimentazione scattò dopo il riscontro di un focolaio del sierotipo BTV3 della lingua blu nel territorio di Teulada (settembre 2018) che ha fatto scattare dapprima la circoscrizione della “zona infetta” in un raggio di 20 km dal focolaio e successivamente estesa a “zona di sorveglianza” per un raggio di 150 km. E anche se con i 150 km si lambivano i territori dei comuni di Orgosolo e Fonni si è deciso di estenderla a tutta la provincia di Nuoro. Questo obbligava gli allevatori inclusi all’interno della “zona di sorveglianza” a dover sottoporre all’esame della PCR i bovini ed ovini che devono oltrepassare questo perimetro sostenendo un costo ulteriore di 25,08 euro a capo. Coldiretti, attraverso la Federazione di Nuoro Ogliastra prima (dove sono presenti il 40% dei bovini da carne e circa il 30% del patrimonio ovino sardo) e la Regionale dopo, chiese lo sblocco in deroga della movimentazione prima dei canonici due anni in quanto si evidenziò la presenza “di una rete di controllo e monitoraggio del sierotipo capillare e frequente che garantisce un basso livello di rischio. Ci sono molti animali sentinella, sottoposti mensilmente a verifiche immunitarie, risultate, nel nostro territorio del centro Sardegna, tutte negative. Cosi come lo sono stati gli esiti della sorveglianza sierologica, entomologica (trappole catturanti posizionate per gli insetti vettori ) e i controlli pre-movimentazione”. Secondo una stima Coldiretti, già a febbraio, il blocco della movimentazione è costato agli allevatori oltre 121mila euro, per la movimentazione di 4835 capi, per l’esame Pcr, da effettuare una settimana prima dell’imbarco al costo di 25,08 euro. Un costo che stava limitando da una parte il settore del bovino da carne e dall’altra metteva fuori mercato la commercializzazione degli ovini. “E’ una ottima notizia per gli allevatori del centro sud Sardegna – commenta il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Il fardello dei 25 euro e dell’esame PCR una settimana prima della movimentazione ha limitato fortemente in particolare il settore dei bovini da carne”. http://www.sardegna.coldiretti.it/via-libera-alla-movimentazione-di-bovini-e-ovini-senza-il-fardello-dei-25-euro.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=143271306 Mon, 08 Jun 2020 10:42:54 GMT