Coldiretti Sardegna News - Coldiretti Sardegna http://www.sardegna.coldiretti.it/ Mon, 06 Jul 2020 10:29:38 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.sardegna.coldiretti.it/ 60 CASILLO: GRANO A 30 EURO CON PAGAMENTO IMMEDIATO Sarà remunerato fino ad un massimo di 30 euro al quintale, come prezzo minimo fissato a 27 euro il grano duro che il Gruppo Casillo acquisterà dai cerealicoltori sardi. Ma soprattutto, aspetto fondamentale, il pagamento avverrà alla consegna: “massimo ai cinque giorni dal ritiro del grano i danari saranno nei conti correnti dei produttori, come del resto abbiamo fatto negli anni scorsi” assicura Vito Savino, direttore vendite del Gruppo pugliese Casillo leader nella trasformazione e commercializzazione del grano. Sono i  numeri e le condizioni dell’accordo di filiera siglato per il terzo anno consecutivo da Coldiretti Sardegna e il Gruppo Casillo grazie alla collaborazione del Consorzio Agrario Sardegna. Dati finalmente in crescita dopo anni bui per la cerealicoltura sarda che non vedeva riconosciuti neppure i costi di produzione e che ha portano al minimo storico la superficie dedicata alla coltivazione del frumento. Nel 2019, secondo le elaborazioni di Coldiretti Sardegna sui dati Istat, gli ettari coltivati a grano duro sono stati 19.145 e di grano tenero 755 ettari. Numeri lontanissimi dai 96.710 ettari del 2004, con una perdita in 15 anni dell’80% della superficie coltivata a grano. Conseguentemente sono oltre che dimezzati anche i contadini che coltivano grano che oggi si attestano a poco più di 5 mila rispetto ai circa 12 mila del 2000. Era da sei anni che non si riusciva a raggiungere quota 30 euro a quintale nella remunerazione del grano, quest’anno lo si farà grazie a questo nuovo accordo “che siamo certi – assicura il presidente di Coldiretti Cagliari Giorgio Demurtas – darà una scossa positiva a tutto il mercato locale con delle ripercussioni positive per tutti, come già avvenuto lo scorso anno”. Nel dettaglio le condizioni dell’accordo prevedono una remunerazione tra i 27 e i 30 euro in base alle caratteristiche del grano duro. EURO/QUINTALE   PROTEINE   PESO SPECIFICO   30   Ø  13,5%   Ø  81 %   28   Ø  12%   Ø  79%   27   Ø  11,5%   Ø  78%   “Sono le migliori condizioni che siamo riusciti a spuntare nel mercato – afferma Giorgio Demurtas – a cui si unisce un valore aggiunto fondamentale per i cerealicoltori cosi come per tutte le imprese: il pagamento alla consegna. L’incasso immediato dei danari è importantissimo e vale tantissimo per una impresa rispetto alla incertezza tradizionale nei pagamenti. Di solito i tempi sono lunghi e chi richiede il pagamento alla consegna deve accettare un prezzo più basso rispetto a quello di piazza, in questo caso otteniamo il massimo con le migliori condizioni”.   Un accordo che in parte riesce a compensare i cali di produzione che quest’anno si attestano intorno al 20% a causa dei cambiamenti climatici che hanno provocato prima uno slittamento delle semine a fine gennaio a causa delle piogge che hanno inzuppato i terreni rendendo impossibile il lavoro e poi la siccità che sta incidendo sulla quantità. “Diamo continuità agli impegni presi con i cerealicoltori sardi – afferma Vito Savino – stiamo portando avanti e stiamo raccogliendo i frutti dei progetti di filiera cominciati tre anni fa, come l’aumento delle superfici coltivate. Quest’anno raccoglieremo il primo grano tenero certificato (oltre 150 ettari) 100% sardo per produrre farine specifiche per pizzerie e pasticcerie in primis”. Iniziativa quest’ultima che si inserisce all’interno di Prime Terre, il progetto di filiera controllata e certificata dalla forte impronta territoriale che garantisce la genuinità e l’origine locale dei grani macinati. “Gli accordi di filiera che stiamo siglando nei diversi settori, oltre al grano, nel settore bovino da carne e lattiero caseario, stanno portando un valore aggiunto, sicurezza e stabilità per i produttori – evidenzia il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba – è una strada che sta dando i suoi frutti e che continueremo a perseguire garantendo le migliori condizioni per i produttori e per i consumatori che potranno acquistare prodotti a filiera certificata”. http://www.sardegna.coldiretti.it/casillo-grano-a-30-euro-con-pagamento-immediato.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=143875686 Mon, 06 Jul 2020 10:29:38 GMT PER 7 AZIENDE SU 10 LA CONSUILENZA ACCRESCE LA COMPETITIVITA’ Oltre 7 aziende agricole sarde su 10 ritengono che la consulenza può aumentare la competitività. E’ uno dei tanti interessanti dati emersi dal partecipato webinar promosso dall’area economica della Coldiretti in Sardegna sul tema della consulenza, in cui sono stati presentati i risultati di un questionario sui fabbisogni di consulenza somministrato a circa 70 imprenditori agricoli di tutta la Sardegna. Iniziativa che nasce all’interno del Progetto Infopac 2019 “ColdirettInform@” sul tema specifico del PSR e della Consulenza aziendale. Gli intervistati ripongono molta fiducia sulla consulenza: secondo il 47,8% del campione consentirebbe un incremento di competitività fino al 30%; per il 29,8% fino dal 31% al 70%, mentre per il 9% l’incremento sarebbe dal 70% al 100%. Dati che purtroppo si scontrano con la realtà con un “distaccamento tra azienda agricola, ricerca e innovazione - come ha sottolineato Riccardo Fargione, dell’area economia della Coldiretti  - ed è per questo che ci siamo attivati, anche in Sardegna, con diversi strumenti che riescano a rimarginare questa distanza”. Tra le varie attività messe in campo dall’Organizzazione agricola c’è anche quella della formazione di 60 figure, in tutta Italia, due dei quali in Sardegna, di Innovation advisor, con “l’obiettivo di aggregare e facilitare l’azienda agricola nel poter usufruire della consulenza in campo innovativo e non solo” ha spiegato il referente sardo Serafino Mura. Anche perché, le aziende intervistate che ripongono tanta fiducia nella consulenza, ad oggi per il 67% non ha mai richiesto questo servizio. “Oggi, per l’imprenditore, il consulente assume diverse funzioni a seconda della casistica – ha spiegato durante il seminario online il professore dell’Università di Sassari Pietro Pulina – per questo è importante rivolgersi ad un sistema che possa aiutarlo nel mantenersi in posizione di rilievo nello scenario della competitività”. Secondo il 38,8% del campione intervistato dal questionario somministrato da Coldiretti, la mancanza di conoscenza incide con una perdita di utile fino al 30%, mentre il 26,9% ritiene la perdita di utile maggiore (dal 31% al 70%) ed il 5% ancora maggiore (dal 70% al 100%).  Gli ambiti che, secondo il campione intervistato, incrementa notevolmente la competitività delle aziende sono: sostenibilità ambientale; gestione del rischio; integrazione di filiera. Temi, infatti, sui quali scommettono e investono i nuovi agricoltori: “le aziende condotte dai giovani – ha detto il delegato regionale dei Giovani Coldiretti Frediano Mura – si basano oltre che sulla multifunzionalità, sulla sostenibilità e sull’agricoltura di precisione”. Nello specifico nel webinar si sono approfonditi le tematiche delle energie sostenibili con Sandro Franco di EnelX, tema al quale si sono detti interessati (nel questionario) 6 aziende su 10 e della filiera del bovino da carne, con Malko Gallioni, presidente di Anacli, che ha parlato anche del progetto bovini al sud che vede la Sardegna tra le protagoniste. http://www.sardegna.coldiretti.it/per-7-aziende-su-10-la-consuilenza-accresce-la-competitivita-.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=143758650 Mon, 29 Jun 2020 09:25:35 GMT IN PIAZZA CON I FIORI PER RIPARTIRE DOPO IL CROLLO COVID Ripartiamo con un fiore. Uno per ogni capoluogo di regione. Con venti composizioni colorate che rappresentano la ripartenza, la voglia di lasciarsi dietro questi mesi da incubo. E’ l’iniziativa di Coldiretti che si tiene oggi, sabato 27, in tutti i capoluoghi di regione italiane in collaborazione con l’Associazione Floricoltori e Fioristi Italiani e con i fioristi di Federfiori. A Cagliari in piazza Yenne, davanti alla statua di Carlo Felice è stata sistemata questa mattina una composizione a forma di spirale di oltre 2,30 metri di altezza composta dalla “Fioreria Murru” con fiori recisi (Gerbere – Achillea – Craspedia – Limonium – Papiro – Asparagus – Matrecaria – Eringium) per rappresentare la rinascita della Sardegna dopo l’emergenza sanitaria. All’interno della spirale è collocata una composizione che rappresenta il mondo attaccato dal virus. La spirale è lo slancio, la voglia di uscire da quest’incubo: i fiori che si trovano nella spirale sono gli uomini che stanno cercando di raggiungere la cima, la via di uscita dall’emergenza. La scelta dei fiori per la prima iniziativa post lockdown non è casuale per la Coldiretti. Il segmento florovivaistico ha subito un crack da oltre 1,5 miliardi e la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro a causa dell’emergenza economica generata dal Covid 19, con la cancellazione a livello nazionale di oltre 60mila matrimoni, eventi e cerimonie e centinaia di fiori e fronde finiti al macero. A queste si sono aggiunte le difficoltà alle esportazioni, dove l’Italia ha svolto fino ad ora un ruolo di leader nel mondo con il record per le spedizioni florovivaistiche che nel 2019 hanno raggiunto ben 904 milioni di euro di piante, fiori e fronde, dirette soprattutto in Francia (188 milioni di euro), Germania (159 milioni di euro) e l’Olanda (153 milioni di euro). Numerose disdette arrivano anche dal mercato delle pubbliche amministrazioni, legate all'utilizzo delle piante nei lavori di abbellimento e decoro urbano. IN SARDEGNA il settore è rappresentato da circa 2500 imprese medio piccole, con circa 4000 occupati (il florovivaismo ha il più alto rapporto investimento occupato), con un valore di affari di circa 25 milioni di euro,  inclusa l'uso delle piante per la costruzione di verde pubblico e privato e incluso l'uso di piante a ciclo  annuale per il decoro e l'arredo urbano. “L’agricoltura sta pagando la crisi economica generata dall’emergenza sanitaria  - afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – ma questo è anche il momento di un ulteriore colpo di reni per ripartire dando segnali di ottimismo. Lo facciamo in modo sobrio ma simbolico, con i vivaci colori e i profumi dei fiori rappresentando allo stesso tempo la bellezza e la qualità del prodotto made in Italy oltre al saper fare in questo caso dei maestri fioristi nostrani”. http://www.sardegna.coldiretti.it/in-piazza-con-i-fiori-per-ripartire-dopo-il-crollo-covid.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=143758425 Mon, 29 Jun 2020 09:14:38 GMT SUL LATTIERO CASEARIO OGGI PIU’ CHE MAI SERVE PROGRAMMARE E GOVERNARE Programmare e governare il sistema. E’ il mantra che Coldiretti Sardegna va ripetendo da anni per dare stabilità e razionalità al settore lattiero caseario. E lo ripete a maggior ragione in questo momento favorevole per il mercato del Pecorino romano, di gran lunga il formaggio più prodotto dal latte di pecora e quello che condiziona e detta ogni anno il prezzo da remunerare al pastore. Le esportazioni negli Usa, mercato principale di vendita del Pecorino romano Dop, anche nei primi due mesi del 2020 continuano a confermare un trend positivo, registrando una crescita del + 27,5% in volumi e +24,7 in prezzo. Vendite che vanno bene anche nei discount: + 45,9% in volume e + 41,7% come valore complessivo. In crescita invece del + 6,5% il prezzo medio sia nei supermercati e che nei discount. Dai quest’ultimi condizionati anche dal lockdown. Notizie positive arrivano anche dalla chiusura dei bilanci delle cooperative con Dorgali e Lacesa di Bortigali che hanno chiuso a 1 euro al litro e la cooperativa Lait di Ittiri che è andata anche oltre l’ambito euro: 1,03. Grazie alla nostra proposta di Coldiretti Sardegna condivisa dai Consorzi di tutela dei tre Pecorini e fatta propria dalla regione sono stati inoltre stanziati 5milioni di euro per l’acquisto dei formaggi freschi e a bassa stagionatura, che avevano subìto una flessione nelle vendite nei mesi di marzo e aprile portando alcuni caseifici a produrre più Pecorino romano. A questo vanno sommati anche i circa 13milioni di euro del cosiddetto bando degli indigenti per il Pecorino romano stanziati dal governo. Interventi che vanno a tutelare il mercato del Pecorino romano, che anche per via del Covid quest’anno ha cresciuto le produzioni. “Gli eventi imponderabili come il Covid, ma anche il pericolo Dazi degli Usa o la stessa guerra del latte dello scorso sono dei fattori straordinari che stravolgono il mercato come lo era stata la lingua blu qualche anno fa. Ma proprio per attutire anche questi colpi è oltre modo necessario un tavolo permanente della filiera che sappia programmare a monte e riesca a tenere la barra dritta nei momenti critici garantendo più stabilità a tutti gli attori della filiera e soprattutto all’anello più debole i pastori, sui quali si tende sempre a scaricare la crisi, pagandone a caro prezzo le conseguenze”. “L’accordo di filiera con Biraghi ce lo dimostra e sta portando importanti benefici – ricorda il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Il pecorino etico è frutto di una programmazione a monte che garantisce stabilità e che sta reggendo, seppur si tratti di un prodotto giovane, i momenti straordinari che stiamo vivendo in questi ultimi anni”. http://www.sardegna.coldiretti.it/sul-lattiero-caseario-oggi-piu-che-mai-serve-programmare-e-governare-.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=143371056 Fri, 12 Jun 2020 10:10:13 GMT VIA LIBERA ALLA MOVIMENTAZIONE DI BOVINI E OVINI SENZA IL FARDELLO DEI 25 EURO Finalmente è arrivato lo sblocco della movimentazione verso il Nord Sardegna e il resto della Penisola. Da 21 mesi, infatti, i bovini e ovini del centro e sud Sardegna per spostarsi dovevano essere sottoposti prima all’esoso esame della PCR.  Il blocco della movimentazione scattò dopo il riscontro di un focolaio del sierotipo BTV3 della lingua blu nel territorio di Teulada (settembre 2018) che ha fatto scattare dapprima la circoscrizione della “zona infetta” in un raggio di 20 km dal focolaio e successivamente estesa a “zona di sorveglianza” per un raggio di 150 km. E anche se con i 150 km si lambivano i territori dei comuni di Orgosolo e Fonni si è deciso di estenderla a tutta la provincia di Nuoro. Questo obbligava gli allevatori inclusi all’interno della “zona di sorveglianza” a dover sottoporre all’esame della PCR i bovini ed ovini che devono oltrepassare questo perimetro sostenendo un costo ulteriore di 25,08 euro a capo. Coldiretti, attraverso la Federazione di Nuoro Ogliastra prima (dove sono presenti il 40% dei bovini da carne e circa il 30% del patrimonio ovino sardo) e la Regionale dopo, chiese lo sblocco in deroga della movimentazione prima dei canonici due anni in quanto si evidenziò la presenza “di una rete di controllo e monitoraggio del sierotipo capillare e frequente che garantisce un basso livello di rischio. Ci sono molti animali sentinella, sottoposti mensilmente a verifiche immunitarie, risultate, nel nostro territorio del centro Sardegna, tutte negative. Cosi come lo sono stati gli esiti della sorveglianza sierologica, entomologica (trappole catturanti posizionate per gli insetti vettori ) e i controlli pre-movimentazione”. Secondo una stima Coldiretti, già a febbraio, il blocco della movimentazione è costato agli allevatori oltre 121mila euro, per la movimentazione di 4835 capi, per l’esame Pcr, da effettuare una settimana prima dell’imbarco al costo di 25,08 euro. Un costo che stava limitando da una parte il settore del bovino da carne e dall’altra metteva fuori mercato la commercializzazione degli ovini. “E’ una ottima notizia per gli allevatori del centro sud Sardegna – commenta il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Il fardello dei 25 euro e dell’esame PCR una settimana prima della movimentazione ha limitato fortemente in particolare il settore dei bovini da carne”. http://www.sardegna.coldiretti.it/via-libera-alla-movimentazione-di-bovini-e-ovini-senza-il-fardello-dei-25-euro.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=143271306 Mon, 08 Jun 2020 10:42:54 GMT IL PECORINO ETICO-SOLIDALE SBARCA IN EUROPA Il Pecorino etico solidale sbarca in Europa e conquista i paesi dell’est. Il nuovo formato di 60 grammi studiato appositamente per il mercato estero è già presente in circa 85 punti vendita della catena Plodine d.o.o. in Croazia e da oggi stanno partendo i primi ordini per supermercati Tuš in Slovenia. “Una grande soddisfazione oltre che una importante successo commerciale per tutta la filiera lattiero casearia per un progetto nato tre anni fa grazie al primo accordo di filiera tra pastori e trasformatori, Coldiretti Sardegna e Biraghi – afferma il presidente regionale dell’organizzazione agricola Battista Cualbu –   che oggi oltre ad essere presente in 3mila punti vendita italiani iniziai ad esserlo anche in Europa”.   Un progetto innovativo che parte dal riconoscimento di un giusto prezzo ai pastori e che ha dato vita al Pecorino etico solidale, una confezione di 100 grammi di grattugiato composto dal 70% da pecorino di latte munto e trasformato in Sardegna e 30% del vaccino Biraghi, prodotto con 100% latte italiano. L’accordo è stato siglato nel 2017, in piena crisi del settore lattiero caseario quanto il prezzo del Pecorino romano era crollato a 4,20 a kg, ed il prezzo del latte a 60 centesimi al litro, sotto i costi di produzione. Biraghi sottoscrisse con Coldiretti il primo vero accordo di filiera del settore etico-solidale, con l’acquisto del pecorino da una cooperativa ad un prezzo che garantisse un’equa remunerazione ai pastori e comunque mai sotto i costi di produzione (6.20 euro/kg pecorino corrispondono a 0,85 centesimi/litro latte al pastore). Ed infatti, nel 2017 pagò il pecorino a 6,20 euro/kg, contro i 4,20 di “mercato. Le vendite in Italia hanno raggiunto il 31% della distribuzione ponderata nel canale Iper + Super, con presenza in oltre 3400 punti vendita in tutta Italia. Grazie a questo accordo la Cooperativa pastori Dorgali (che fornisce il Pecorino) vende ogni anno circa 1300 quintali di pecorino alla Biraghi (pari a 5mila forme), con la garanzia di un prezzo minimo e l’opportunità di poter programmare. Un progetto in piena evoluzione che oggi porta, con il nuovo formato di 60 grammi, il pecorino etico solidale anche in Europa. Non solo a febbraio scorso, sempre sulla base dell’accordo Coldiretti Sardegna - Biraghi e attraverso la cooperativa pastori Dorgali, è nato un altro prodotto innovativo, il pecorino da tavola, un formaggio porzionato e confezionato grazie alle tecnologie moderne. Realizzato con 100% latte di pecora sardo, è a lunga stagionatura e ha un gusto dolce e delicato. Si presenta in una pratica confezione con apertura facilitata e zip “apri e chiudi”. Al suo interno una fetta da 150 grammi senza crosta laterale, posizionata su un vassoio estraibile che permette al consumatore di riporla nella confezione o in frigo senza sporcarsi le mani. “Un accordo fecondo per tutta la filiera che garantisce non solo un prezzo equo al pastore ma anche stabilità e possibilità alla cooperativa pastori Dorgali di poter programmare su basi solide e sicure – afferma il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. L’apertura al mercato estero e il pecorino da tavola sono l’evoluzione di un progetto oltre che etico e trasparente anche serio e ragionato che darà ulteriori ed importanti risultati a tutta la filiera lattiero casearia sarda”. http://www.sardegna.coldiretti.it/il-pecorino-etico-solidale-sbarca-in-europa-.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=143270898 Mon, 08 Jun 2020 10:23:31 GMT PECORINO AGLI INDIGENTI. COLDIRETTI: UN PROGETTO DI ECONOMIA CIRCOLARE CHE FA BENE ALLA SARDEGNA “Accogliamo con tanto piacere l’annuncio fatto ieri in commissione Attività produttive dall’assessore al Bilancio Giuseppe Fasolino sull’intenzione di investire 5 milioni di euro per l’acquisto del pecorino per gli indigenti”. A dirlo è Coldiretti Sardegna che circa un mese fa aveva presentato la proposta al presidente della Regione Christian Solinas. “Un progetto di economia circolare che fa bene alla Sardegna del quale dobbiamo essere tutti soddisfatti e orgogliosi – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu –. Un progetto collettivo che unisce e fa squadra e che non ha nè padri e nè patrigni. Le bone idee uniscono, per questo ringraziamo il presidente della Regione Solinas che ha fatto propria l’iniziativa, il presidente della Commissione Attività produttive Maieli,  il gruppo consiliare del Psd’az e l’assessore Fasolino per averla messa in atto, ma anche i Consorzi di tutela dei Pecorini che hanno sostenuto questa proposta”. Il progetto prevede l’acquisto da parte della Regione di pecorini a bassa stagionatura dai piccoli caseifici sardi per donarli alle circa 120mila famiglie senza reddito. Un intervento di 5 milioni di euro che riguarda oltre 4milini di litri di latte e circa 7mila quintali di formaggio. “Un intervento che da solo non risolve il problema ma che da risposte sia agli allevatori che a causa della crisi hanno venduto meno formaggi, soprattutto i freschi e a breve stagionatura – spiega il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba – e sia alle famiglie in difficoltà economica che con la crisi del Covid si sono purtroppo allargate considerevolmente. Ma è soprattutto un intervento di comunità, di promozione del consumo interno dei nostri prodotti agricoli”. “Ciò che chiediamo alla Regione è attuare l’iniziativa in tempi rapidi perché le risposte occorre darle immediatamente – dice il presidente Battista Cualbu che evidenzia – : in questo momento bisogna mettere al bando le polemiche e mettere davanti a tutti gli interessi della collettività. Stiamo vivendo una crisi epocale alla quale bisogna rispondere con metodi e tempi altrettanto straordinari”. http://www.sardegna.coldiretti.it/pecorino-agli-indigenti-coldiretti-un-progetto-di-economia-circolare-che-fa-bene-alla-sardegna.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=142966842 Thu, 28 May 2020 17:23:45 GMT COLDIRETTI ALL’ASSESSORE: GLI STRUMENTI STRAORDINARI RIMANGANO TALI La precisazione, inviata oggi ai Consorzi di Bonifica, dall’Assessora regionale all’Agricoltura alla delibera numero 28/8 del 29 aprile scorso, è da ritirare. Secondo Coldiretti Sardegna, infatti, l’aggiunta di una sola parola (“tutti”) modifica e fa cadere le motivazioni degli atti di indirizzo della prima stesura in cui si garantiva l’acqua per fini irrigui alle aziende agricole, anche a quelle morose.    Con il “tutti”, aggiunto oggi nelle precisazioni alle linee d’indirizzo inviate ai Consorzi di Bonifica ormai più di un mese fa, l’assessora consente di “garantire, fino al termine della attuale stagione irrigua, la regolare erogazione della risorsa idrica ai fini irrigui, anche in presenza di situazioni di morosità” a “tutti i consorziati” quindi non solo alle aziende agricole. Una piccola modifica ma sostanziosa che inficia le motivazioni presentate nella delibera del il 29 aprile che cosi recita: “nella situazione di emergenza sanitaria in corso è necessario venire incontro alle esigenze degli agricoltori che stanno fronteggiando un ulteriore aggravamento della già difficile situazione economica del comparto pur dovendo garantire, al contempo, la richiesta di produzione di beni alimentari per l'ordinario approvvigionamento della filiera. In tale contesto risulta di fondamentale importanza assicurare il regolare approvvigionamento della risorsa idrica alle aziende in sofferenza anche nel caso di morosità delle stesse. …al riguardo, il D.P.C.M. 11 marzo 2020, al comma 4, ha individuato i servizi che devono essere garantiti nell'interesse della collettività tra cui “l'attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi”. D'altra parte gli stessi Consorzi di bonifica, in relazione all'emergenza nazionale Covid-19 e nel rispetto delle disposizioni previste dai D.P.C.M., gestiscono servizi pubblici essenziali garantendo l'attività irrigua per le aziende agricole oltre alle altre funzioni ad essi affidate in materia di salvaguardia del territorio. In tale contesto è indispensabile coordinare l'attività dei Consorzi di bonifica con la salvaguardia del mondo produttivo agricolo garantendo, fino al termine della stagione irrigua, l'erogazione della risorsa idrica alle aziende agricole anche in presenza di situazioni di morosità". “Perché – si chiede Coldiretti Sardegna - estenderlo oggi, a distanza di un mese, a tutti i Consorziati? Chi paga?”. “Abbiamo condiviso le motivazioni della prima delibera come atto straordinario e con l’impegno da parte di tutti di definire dei piani di rientro dei debiti e tempi certi di pagamento – affermano il presidente e il direttore di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu e Luca Saba – vista l’emergenza che stiamo vivendo e le difficoltà a cui oggi vengono incontro le aziende agricole già in crisi e la necessità di garantire comunque la produzione del cibo, bene di prima necessità, non a caso tra le poche attività consentite durante il lockdown. Con la precisazione di oggi si perde l’eccezionalità dell’intervento per questo riteniamo che debba essere ritirato”. http://www.sardegna.coldiretti.it/coldiretti-all-assessore-gli-strumenti-straordinari-rimangano-tali.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=142966796 Thu, 28 May 2020 17:21:26 GMT PRIMO DOSSIER VINO SULLE CONSEGUENZE DELL’EMERGENZA COVID Gli oltre due mesi di lockdown sono costati cari al settore vitivinicolo sardo che ha ridotto le vendite di circa il 70%, con punte del 100%, in quantità rispetto all’anno precedente (65% in valore) e ne prevede il 65% per i prossimi sei mesi. E’ quanto emerge dal primo Dossier in tempo di Covid sul settore elaborato da Coldiretti Sardegna, frutto di un report approfondito su un campione significativo di cantine, 52, distribuite uniformemente su tutto il territorio regionale di dimensioni variabili, espressione di una produzione di 193.463 ettolitri di vino (oltre il 55% del totale prodotto nell’Isola nella annata 2019) e circa 21 milioni di bottiglie. “È un’indagine dal basso con le aziende protagoniste – spiega il presidente di Coldrietti Sardegna Battista Cualbu - che consente di avere una radiografia del settore vitivinicolo dopo l’esplosione del Coronavirus e l’adozione delle limitazioni da parte del Governo. Ne emerge un quadro completo, con produzioni e mercati di rifermento, perdite dovute al lockdown per concludersi con le proposte sugli strumenti da adottare per attutire il pesante colpo e poter ripartire”.    I  NUMERI. Il Coronavirus sta costando caro alla viticoltura sarda, uno dei settori più dinamici e innovativi della nostra agricoltura che seppur rappresenti circa l’1,5% della produzione italiana (prima produttrice al mondo di vino) si distingue per l’altra qualità del vino, con circa l’80% della produzione a marchio Doc e Igp. E’ uno dei settori agricoli più colpiti dall’emergenza sanitaria del secolo dovuta soprattutto alla chiusura di uno dei mercati di riferimento, l’Horeca, ed in generale dall’isolamento forzato delle persone, fattore antagonista del consumo del vino che nella nostra cultura si ama bere in compagnia. I MERCATI. Dal report di Coldiretti Sardegna emerge che il 47% del mercato di riferimento del vino sardo è rappresentato dal settore HoReCa, cui segue il canale delle enoteche e wine bar (20%), della vendita diretta (17%) e della GDO (16%). Principali mercati di riferimento in termini di valore ultimi 3 anni (%)   HORECA:   47%   GDO:   16%   Enoteche/wine bar    20%   Vendita diretta   17%   L’area geografica di riferimento per le vendite è principalmente il mercato isolano (56%), seguito dal mercato nazionale continentale (23%). Aree geografiche di riferimento in termini di valore ultimi 3 anni (%)   Sardegna   56 %   Continente Italiano   23 %   Paesi Europei   11 %   Paesi Extra Ue (specificare sotto)   10 %   IL CROLLO. Le perdite per i mesi di lockdown rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è del 68% in bottiglie e del 65% in valore, maggiormente accentuato nelle aziende che si rapportano principalmente con il canale HoReCa dove si registrano cali del 90% e 100%. Buie sono anche le previsioni per i prossimi sei mesi, anche se difficilmente determinabili in quanto legate all’andamento del virus e alle decisioni che saranno assunte dal Governo Italiano e Regionale in particolare per il periodo delle ferie estive. Le aziende, infatti, stimano, per i prossimi sei mesi perdite di circa il 64% rispetto allo stessi mesi del 2019. Tipologia   Riduzione % vendite marzo 2020   Previsione riduzione % vendite Apr – Set. 2020   DOC/DOCG Rossi   68%   64%   DOC/DOCG Bianchi   65%   64%   IGT Rossi   64%   61%   IGT Bianchi   60%   58%   Vini da tavola rossi   63%   61%   Vini da tavola bianchi   60%   60%   LE SOLUZIONI. Intervistate sulle possibili soluzioni da adottare per resistere all’emergenza economica, le proposte delle aziende coinvolte nell’indagine si possono sintetizzare in richiesta di liquidità, meno burocrazia e conseguente velocità nell’attuazione degli interventi e promozione dei vini nei mercati interni ed esteri. La misura maggiormente attesa dalle aziende è sicuramente quella che garantisce immediata liquidità con strumenti finanziari a tassi ridotti o azzerati per far fronte ai minori o mancati incassi e alle spese che le aziende stanno sostenendo per le attività colturali in vigna e per programmare la nuova annata ormai alle porte. Ma chiedono anche aiuti a fondo perduto e l’accelerazione nella spesa dei fondi comunitari e regionali per le domande di sostegno già presentate per diverse annualità. Ma chiedono pure investimenti per migliorare i trasporti e la mobilità da e per la Sardegna sia delle persone che delle merci, oltre a programmi di promozione dei vini sui mercati esteri ed interni e sul turismo. “Anche in questo momento cosi difficile in cui la viticoltura è messa a dura prova, i vignaioli si dimostrano maturi e lucidi dando uno spaccato della crisi dovuta all’emergenza e proponendo delle soluzioni finalizzate al mercato con aiuti diretti ed indiretti – afferma il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -.  Ciò che chiediamo alla Regione, insieme alle aziende attraverso il report che abbiamo presentato, è sburocratizzazione e immediatezza nell’attualizzare gli interventi per non vanificare un lavoro importante portato avanti negli ultimi decenni, che grazie agli investimenti e all’innovazione ci hanno consentito di ritagliarci una fetta di mercato, sebbene piccola, di altissima qualità”. PROPOSTE COLDIRETTI SARDEGNA. “Alla Regione – spiega il presidente Batista Cualbu - stiamo presentando un pacchetto di interventi di 8 milioni di euro necessari per non perdere fette importanti di mercato, non deprezzare il prodotto e garantire allo stesso tempo le condizioni minime per poter programmare e lavorare nella prossima annata” Le proposte sono di maggiori fondi per il Pns investimenti; l’integrazione cospicua dei fondi per la distillazione rispetto a quelli previsti dal Governo, da destinare a circa il 30% dei vini bianchi e rosati consentendo di svuotare le cisterne da utilizzare nella imminente nuova annata, non far crollare il prezzo con le sovrapproduzioni e allo stesso tempo sperimentare anche un alcool 100% sardo; aumentare la percentuale di taglio consentita oltre il 15% dando la possibilità alle cantine di riversare nella nuova annata parte del prodotto invenduto a causa del Covid; il pegno rotativo per affinamento dei vini e una campagna di comunicazione per promuovere il vino nei mercati esteri e locali.  http://www.sardegna.coldiretti.it/primo-dossier-vino-sulle-conseguenze-dell-emergenza-covid.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=142745429 Tue, 19 May 2020 11:53:59 GMT RIAPRONO I MERCATI DI CAMPAGNA AMICA Riaprono i mercati di Campagna Amica dopo quasi due mesi di chiusura per il lockdown, durante il quale sono rimasti aperti solo quelli di Nuoro, Abbasanta e il mercato coperto di Oristano. Il primo mercato a riaprire è stato quello di Sorso, il 28 aprile, seguito da Oristano (giovedì 7) e Sant’Antioco (venerdì). La settimana che sta per cominciare vedrà la riapertura di quasi l’80 per cento dei mercati di Campagna Amica sardi mettendo a disposizione delle famiglie una varietà di prodotti che vanno dalla frutta alla verdura di stagione, dal pesce alla carne, dall’olio al vino, dal pane alla pizza, dai formaggi fino ai fiori per una spesa annua che prima dell’emergenza ha raggiunto oltre i 10milioni annui (2,5 miliardi di euro a livello nazionale). “In questi due mesi abbiamo comunque garantito la spesa a km0 ai cittadini con la consegna a domicilio – ricorda il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu –. E i cittadini hanno apprezzato e dimostrato sensibilità e vicinanza agli agricoltori e al territorio, consentendo alle aziende agricole rimaste senza mercati di limitare le perdite”. La spesa contadina con la chiusura dei mercati è crollata in Italia del 61% come è emerso da un’analisi Coldiretti/Ixè presentata in occasione dell’avvio della Fase 2 dell’emergenza sanitaria con la riapertura dei mercati di Campagna Amica in tutta Italia che ha stravolto i consumi alimentari dei cittadini con il boom negli acquisti di conserve di tonno (+17%), ortaggi surgelati (+28%) e legumi in scatola (+36%) secondo elaborazioni su dati Ismea. Un momento atteso da quasi sei italiani su dieci (59%) che hanno fatto la spesa dal contadino almeno una volta al mese nell’ultimo anno per acquistare prodotti locali, freschi e di stagione a km0 direttamente dai produttori. La riapertura dei mercati contadini è una opportunità anche per l’82% degli italiani che secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, con l’emergenza sanitaria cercano sugli scaffali prodotti Made in Italy. Nei mercati di Campagna Amica sono state adottate tutte le precauzioni per garantire la sicurezza con la disponibilità di disinfettanti, l’invito a non toccare la merce e ingressi contingentati per evitare affollamenti. L’alta qualità dei prodotti più freschi, saporiti e genuini è la principale ragione di acquisto diretto dall’agricoltore per il 71% degli italiani secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, seguita dalle garanzie di sicurezza e dalla ricerca di prodotti locali che salgono sul podio delle motivazioni, seguite dalla convenienza economica. Le vendite dirette in Italia garantiscono lavoro e futuro a oltre 20mila persone con i mercati che oltre a essere luogo di acquisto diventano anche occasioni di educazione e cultura sono un aiuto concreto per contrastare la tendenza allo spopolamento dei centri urbani dove chiudono negozi e botteghe con evidenti effetti negativi legati alla taglio dei servizi di prossimità, ma anche un indebolimento del sistema relazionale, dell’intelaiatura sociale e spesso anche della stessa sicurezza. “Durante l’emergenza seppur tra tante difficoltà – afferma il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba - siamo riusciti a strutturare un nuovo servizio di consegna a domicilio che garantiremo anche in futuro, ampliando i servizi e consentendo anche a chi non può andare ai mercati di portare a tavola i prodotti agricoli a km0”. Il sito www.spesaamicasardegna.it rimarrà infatti sempre attivo. Al momento le consegne a domicilio si effettueranno su Cagliari e hinterland ma non si esclude per il prossimo futuro l’allargamento ai maggiori centri della Sardegna. http://www.sardegna.coldiretti.it/riaprono-i-mercati-di-campagna-amica.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=142517282 Mon, 11 May 2020 09:56:13 GMT VIA LIBERA DEL GOVERNO AGLI AGRITURISMI Gli agriturismi, come tutte le strutture ricettive, possono ospitare le persone che sono autorizzate a muoversi nel periodo di emergenza epidemiologica. E’ quando riporta una FAQ sul sito del Governo in risposta alle sollecitazioni della Coldiretti. Una precisazione importante per i circa 800 agriturismi, dei quali circa 700 offrono anche il servizio alloggio in camera o in abitazione autonoma, spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti e con ampi spazi all’aperto dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza anti coronavirus. “Ci sono tutte le condizioni per il rispetto delle misure di precauzione negli agriturismi - afferma Michelina Mulas, presidente di Terranostra Sardegna, l’associazione degli agriturismi Campagna Amica - dopo che la chiusura forzata ha fatto saltare sia il periodo pasquale sia i ponti del 25 aprile e del 1° maggio”. A pesare oltre al calo della domanda interna è il crollo del turismo internazionale con gli stranieri che rappresentano circa il 52% dei circa 15milioni di turisti che arrivano ogni anno in Sardegna. Perdita che si allarga a dismisura se si pensa che i turisti interni (sardi) non arrivano all’8%. E che riguarda oltre ai pernottamenti anche le cancellazioni forzate delle cerimonie religiose (cresime, battesimi, comunioni, matrimoni) che si svolgono tradizionalmente in questo periodo dell’anno. In primavera si concentrano anche tutte le attività di fattoria didattica che molti agriturismi svolgono per dare la possibilità ai ragazzi di stare all’aria aperta in collaborazione con le scuole, ora chiuse. “L’agriturismo è tra le attività agricole più duramente colpite dall’emergenza insieme al florovivaismo e altri settori legati al turismo e alla ristorazione come viticoltura e suinicoltura – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -, per questo abbiamo chiesto il riconoscimento dello stato di emergenza”.   Coldiretti con Terranostra è impegnata anche nel realizzare un piano, per il riconoscimento di risorse economiche di sostegno e misure straordinarie di intervento a partire dal DL Rilancio. “Sostenere il turismo in campagna – continua Michelina Mulas - significa evitare il pericoloso rischio di affollamenti in città e al mare. Anche per questo le strutture agrituristiche devono poter ripartire aprendo i cancelli dei percorsi naturalistici, le visite agli animali con la pet therapy e anche gli spazi a tavola dove assaggiare le specialità della tradizione contadina dell’enogastronomia Made in Italy”. L’Italia è leader mondiale nel turismo rurale con 24mila strutture agrituristiche diffuse lungo tutta la Penisola in grado di offrire 253mila posti letto e quasi 442 mila posti a tavola deserti per un totale di 14 milioni di presenze lo scorso anno, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat. http://www.sardegna.coldiretti.it/via-libera-del-governo-agli-agriturismi.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=142517205 Mon, 11 May 2020 09:53:41 GMT I SINDACI I MIGLIORI ALLEATI DELL’ECONOMIA SARDA Coldiretti Sardegna ha presentato a tutti i sindaci Sardi, attraverso una lettera inviata al presidente dell’Anci Emiliano Deiana, una idea progettuale per l'acquisto dei prodotti delle aziende agricole da destinare alle famiglie, unendo solidarietà e promozione del consumo di prodotti locali. “In un momento così difficile – spiega il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -  riteniamo che dobbiamo dare tutti il meglio di noi e cercare di trasformare in opportunità questa pesante crisi, attivando iniziative di economia circolare, come per esempio la spesa amica 100% sarda per le famiglie in difficoltà”. Con il passare dei giorni il peso della crisi si fa sempre più pesante. Il mondo agricolo non si è mai fermato perché la campagna e la natura continuano il proprio percorso sempre e nonostante tutto. Questo oltre a ridare la giusta centralità e valore all’agricoltura nella società, ha e sta rappresentando un grande vantaggio per le aziende agricole in un momento in cui molte attività si sono dovute fermare. Dall’altra però evidenzia il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba “sta penalizzando pesantemente alcuni settori come agriturismo, florovivaismo, viticoltura ma anche suinicoltura e altre aziende, così come lo è stato qualche settimana fa per i carcioficoltori, per la chiusura delle strutture e dei loro tradizionali canali commerciali determinando lo spreco di cibo, rimasto nei campi oppure anche ulteriori spese e lavoro per lo stoccaggio  del prodotto e degli animali in azienda”. Allo stesso tempo il dramma economico dovuto all’emergenza Coronavirus, sottolinea Coldiretti Sardegna,  si sta aggravando e sta allargando la fascia di cittadini in difficoltà che chiedono aiuto alle istituzioni ed in primis alle amministrazioni comunali. Da qui la proposta di Coldiretti Sardegna rivolta ai sindaci per l’acquisto di prodotti direttamente dalle aziende agricole oggi più in difficoltà “che i primi cittadini essendo a contatto diretto conoscono bene”, per destinarlo ad azioni di solidarietà e sostegno a chi si ritrova senza un reddito. “Una azione che potrebbe essere realizzata – secondo Battista Cualbu - utilizzando i fondi comunali, liberati e destinati dal cosiddetto decreto Cura Italia, artt. 109 e 112, per interventi anche di carattere economico e sociale, come l'acquisto di prodotti delle aziende agricole da destinare alle famiglie. Sulle modalità ci giungono in soccorso alcune buone prassi già attuate da Enti locali con la nostra collaborazione. Attraverso procedure di affidamento dell'attività ad imprese specializzate nell'acquisto, trasformazione e consegna dei prodotti, piuttosto che con dei veri e propri contributi assegnati ad associazioni di volontariato”. http://www.sardegna.coldiretti.it/i-sindaci-i-migliori-alleati-dell-economia-sarda.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=142403111 Wed, 06 May 2020 18:03:23 GMT ANTICIPAZIONE PREMI. COLDIRETTI: “IMPORTANTE BOCCATA DI OSSIGENO PER LE AZIENDE AGRICOLA” Un risultato importante che ha ancora maggiore valore perché arriva in uno dei momenti più bui. E’ il commento di Coldiretti Sardegna alla notizia diffusa dal presidente della Regione Christian Solinas dell’approvazione da patte della Giunta della delibera che sblocca i premi comunitari. “Una notizia attesa e sulla quale ci siamo battuti in modo martellante – sostiene il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. In questo momento è fondamentale immettere liquidità nel sistema agricolo e come abbiamo sempre sottolineato occorreva farlo con quei denari bloccati da anni. Questa è una boccata di ossigeno importante per le aziende agricole soffocate dalla crisi economica acuita dall’emergenza sanitaria del Covid 19 e di questo ringraziamo il presidente Solinas per l’impegno assunto in prima persona. Ciò che chiediamo adesso e che i denari arrivino a stretto giro nei conti correnti degli imprenditori agricoli”. La delibera prevede lo sblocco di circa 30mila domande per un importo intorno ai 100milioni di euro delle misure a capo e a superficie del Psr 2014-2020. In particolare 11.470 domande del 2016-2017-2018 per circa 30 milioni di euro ed 16.658 domande del 2019 (con scadenza impegno a maggio 2020) per circa 68,5 milioni di euro. La liquidazione delle pratiche avverrà con la formula dell’anticipazione grazie ad un accordo della Regione con le banche (a costo zero per le aziende agricole). Le aziende ne dovranno fare richiesta attraverso i Centri di Assistenza Agricola (CAA) e ovviamente sono escluse quelle che presentano delle anomalia. Le aziende, invece, in difficoltà economica, potranno beneficiare sempre dell’anticipazione previa garanzia dei Confidi e della Sfirs. Il coinvolgimento dei CAA consentirà di tagliare i tempi e le lungaggini burocratiche, garantendo l’avvenuta presentazione delle domande in quel ruolo di semplificazione tanto auspicata da tempo da Coldiretti Sardegna (il super CAA). “E’ una misura innovativa che abbiamo sostenuto e appoggiamo – afferma il direttore di Coldiretti Sardegna – sia per la formula dell’anticipazione che per l’attivazione finalmente del Super CAA che  garantirà anche in futuro meno burocrazia e tempi più certi nell’erogazione dei premi”. “L’altra raccomandazione che rivolgiamo al presidente Solinas – evidenzia Battista Cualbu – è che si proceda con celerità per l’istruzione entro i termini dei 18 mesi delle pratiche anticipate”. http://www.sardegna.coldiretti.it/anticipazione-premi-coldiretti-importante-boccata-di-ossigeno-per-le-aziende-agricola-.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=142102798 Fri, 24 Apr 2020 09:38:09 GMT GRENZI (CUPLA). VICINI AGLI OPERATORI SANITARI “Un ringraziamento speciale alle migliaia di medici, infermieri ed operatori sanitari che ormai da più di un mese fronteggiano la pandemia scatenata dal coronavirus Covid-19”. Sono le parole di Giorgio Grenzi coordinatore nazionale del Comitato Unitario Pensionati Lavoro Autonomo (Cupla). Comitato del quale fanno parte otto associazioni di agricoltori, artigiani e commercianti, tra le quali la Federpensionati della Coldiretti della quale Grenzi è presidente nazionale.  “In diverse forme e modalità – continua Grenzi – stiamo sostenendo questo grande sforzo collettivo, per esempio attraverso donazioni ad ospedali, enti di volontariato e Protezione civile, ma soprattutto veicolando e divulgando verso i propri associati pensionati la corretta informazione su come contrastare la malattia”. Purtroppo pensionati ed anziani sono la fascia di popolazione più colpita dalla forza del virus. “Anche noi quindi ci appelliamo al buon senso di tutti i cittadini italiani nel rispettare le restrizioni per favorire il distanziamento sociale, unico strumento in grado - in questo momento - di arrestare la diffusione del Covid-19”. “Vogliamo inoltre ringraziare - precisa il coordinatore nazionale del Cupla - le imprese associate alle nostre Organizzazioni madre che stanno svolgendo con dedizione e sacrificio il proprio lavoro, essendo attività indispensabili per garantire la fornitura e l’erogazione di beni e servizi essenziali. Stiamo parlando, solo per citarne alcuni, di autotrasportatori, agricoltori o negozi di vicinato. Senza di loro sarebbe impossibile garantire il benessere della popolazione in questo periodo di lockdown”. Il Governo, invece, con le ingenti risorse stanziate - tramite il Dpcm “Cura Italia” - a favore del Sistema sanitario nazionale e della Protezione civile per contrastare l’epidemia ha sicuramente compreso come ci sia la necessità di mobilitare tutte le energie possibili per rispondere ad una sfida colossale e, fino a poco fa, inimmaginabile. Se questa grande mobilitazione permetterà di salvare anche una sola vita in più, vorrà dire che ne sarà valso la pena. Il mondo che ci si prospetta dopo il coronavirus sarà completamente diverso e tutti quanti (cittadini, corpi intermedi ed istituzioni) dovremmo essere pronti a sostenere e rafforzare quei servizi pubblici come il Sistema sanitario nazionale che nonostante gli sforzi degli operatori ha dimostrato la sua vulnerabilità nel contenere e sconfiggere un nemico così temibile come la più grande pandemia globale dai tempi dell’influenza spagnola del 1918-1919. In realtà alcuni sistemi di protezione della popolazione più anziana non hanno funzionato in modo tempestivo come dimostrano le gravi perdite di vite umane in alcuni territori in particolare; bisognerà investire di più e meglio nelle reti di assistenza agli anziani rispetto a quanto fatto fino ad ora traendo profitto da questa terribile esperienza. “Ci riferiamo in particolare – dice Grenzi - a quanto sta accadendo nelle case di riposo per anziani che sono diventate luoghi di contagio ad alto rischio. Forse era necessario non farsi cogliere di sorpresa perché era già evidente che la fascia più debole interessata dal contagio era proprio quella degli anziani, costruendo reti di protezione intorno a questi luoghi che sono subito venuti alla ribalta delle cronache in modo drammatico”. http://www.sardegna.coldiretti.it/grenzi-cupla-vicini-agli-operatori-sanitari.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=142102741 Fri, 24 Apr 2020 09:34:42 GMT COLDIRETTI ALLA REGIONE: “120MILA FORME DI PECORINO ALLE FAMIGLIE MENO ABBIENTI” Dalla grave crisi sanitaria ed economica del Covid 19 arriva una notizia positiva dal Pecorino Romano Dop, il formaggio più importante per il comparto lattiero caseario sardo, prodotto con oltre il 60% del latte ovino e che condiziona la remunerazione del latte ai pastori. Crescono le sue vendite nel mercato interno e in export e contemporaneamente cresce anche il prezzo. Le esportazioni negli Usa, di gran lunga il suo principale sbocco commerciale, continuano a confermare anche nei primi 3 mesi del nuovo anno un trend positivo, registrando, secondo i dati del Dipartimento del commercio USA diffusi dal Consorzio di Tutela, nei primi due mesi del 2020 una crescita del + 27,5% in volumi e +24,7 in prezzo. Tendenza positiva confermata e rafforzata anche dal sito web Clal.it che registra per gennaio un + 76,8% in volume e + 137,1% in valore rispetto allo stesso mese dell’anno prima. Non solo, quello del mese di gennaio di quest’anno è il dato più positivo, rispetto sempre allo stesso mese, degli ultimi 5 anni. Le vendite vanno bene anche nei discount: secondo i dati di Nielsen RMS (Retail Measurement System) elaborati da Ismea sulla Grande Distribuzione Organizzata in Italia riportati dal Consorzio di tutela, il Pecorino romano ha venduto + 45,9% in volume e + 41,7% come valore complessivo  (in calo invece nei super ed iper mercati: nei primi tre mesi del 2020 segna un -9,8% in volume e  -3% in valore totale). In crescita invece del + 6,5% il prezzo medio sia nei supermercati e che nei discount. Chi invece è fortemente penalizzato dalla crisi del Covid 19 sono i pecorini (ma anche i vaccini) freschi e molli che hanno come canale principale di vendita l’Ho.re.ca. La chiusura in seguito alle restrizioni del Corona virus ha conseguentemente contratto le vendite. Anche se in piccole percentuali influisce anche la scelta dei consumatori di acquistare, in questo momento di crisi, formaggi di più facile e lunga conservazione.  La drastica riduzione delle vendite di questi formaggi sta da una parte penalizzando fortemente tutti i piccoli produttori e quelle cooperative e industrie di trasformazione del latte che li producono. Chi invece produce anche Pecorino romano ha riconvertito la produzione in questo formaggio in quanto a lunga stagionatura. Questo spiega anche la crescita delle produzioni proprio del Romano a marzo (+22% rispetto allo stesso mese del 2019). La crescita clamorosa di febbraio (+80,9%) è dovuta invece al fatto che lo scorso anno in quello stesso mese i caseifici erano quasi tutti chiusi in seguito alla protesta dei pastori. Tendenza che potrebbe essere confermata per i restanti mesi dell’annata visto il perdurare dell’emergenza Covid 19, anche se in minori quantità visto che la curva della lattazione delle pecore ha già imboccato il lato discendente vista la grave siccità che ha lasciato i pascoli senza erba. Secondo Coldiretti Sardegna questo è il momento in cui tutta la filiera, responsabilmente, con il coinvolgimento della Regione, deve saper programmare i prossimi mesi di produzione dei pecorini. “Riteniamo importante la convocazione a stretto giro da parte del presidente Solinas di un tavolo tematico – dice il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. E’ necessario, in questo momento anomalo ma decisivo per l’annata, fermarsi e fare il punto. Dobbiamo innanzitutto tutelare e salvaguardare i formaggi a bassa stagionatura, che si stano ritagliando uno spazio nel mercato e adesso rischiano di uscirne indeboliti danneggiando soprattutto quei caseifici che più di tutti hanno investito nella diversificazione delle produzioni. Dall’altra abbiamo anche il dovere di contenere le produzioni e di conseguenza governare il mercato del Pecorino romano che da un anno a questa parte conferma prestazioni positive”.  Al momento la crescita delle produzioni di Pecorino romano sono ancora contenute, anche se l’aumento di marzo potrebbe essere confermato anche ad aprile, visto che le condizioni sono le stesse. L’unica variabile è rappresentata dalla minore produzione di latte dovuta alla siccità. Ma con i dovuti interventi potrebbero essere stabilizzate (le produzioni). La crescita della produzione di Romano rispetto allo stesso periodo della scorsa annata (quando se ne produsse in totale a fine annata circa 270mila quintali) è di circa il 30%. Ed è di poco superiore (+5,7%) a quella dello stesso periodo (ottobre – marzo) del 2016/2017, quando a fine annata se ne produssero circa 280mila quintali, in pareggio con quello richiesto in media dal mercato. LA PROPOSTA. “In questo momento epocale di grave crisi (ma di serenità per il mercato del Pecorino romano) ci sono tutte le condizioni per azioni straordinarie e responsabili consentendo di continuare a dare stabilità al comparto – sostiene il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Il Governo nazionale ha già messo in campo delle azioni importanti in questo senso per prevenire alcune storture dovute alla crisi Covid 19, stanziando circa 13milioni di euro per il cosiddetto bando degli indigenti per il Pecorino romano. Come filiera sarda, insieme alla Regione, siamo invece chiamati ad una azione di maturità intervenendo a monte sulle produzioni, riequilibrandole e tutelando quelle dei formaggi a bassa stagionatura, ma avendo anche la capacità e la forza di guardare alle fasce più deboli della nostra società ed in particolare alle 120mila famiglie sarde stimate come senza reddito”. “Proponiamo  - spiega Battista Cualbu - lo stanziamento di 5 milioni di euro da parte della Regione a favore in questo caso dei formaggi a breve stagionatura e delle famiglie meno abbienti.  Si tratterebbe di acquistare questi formaggi dai caseifici per donarli alle 120mila famiglie senza reddito”. Questa misura riguarderebbe oltre 4milioni di litri di latte e di circa 7mila quintali di formaggio sardo, più o meno 6 kg (due forme) per le 120mila famiglie senza reddito. Formaggio sardo consumato in Sardegna. Un intervento che da solo non risolve nessuno dei problemi in campo, ne quello del comparto lattiero caseario e neppure quello delle famiglie indigenti, ma che avrebbe un valore ed un significato simbolico molto importante per la società e per l’economia. “Un vero esempio di economia circolare  - sottolinea Luca Saba - in cui la Regione non fa un intervento di mero assistenzialismo ma sostenendo contemporaneamente due settori, la filiera lattiero casearia e le famiglie indigenti, promuove ed educa al consumo del cibo locale a km0, sicuro e garantito”. Coldiretti Sardegna, per questi motivi, ribadisce l’urgenza e chiede “al Presidente Solinas la convocazione di un tavolo virtuale con le Organizzazioni agricole e i rappresentanti della cooperative e dell’industria casearia per programmare e valutare la possibilità di attuare questa misura che consentirebbe di programmare gli ultimi tre mesi dell’annata lattiero casearia”. http://www.sardegna.coldiretti.it/coldiretti-alla-regione-120mila-forme-di-pecorino-alle-famiglie-meno-abbienti-.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=142102707 Fri, 24 Apr 2020 09:32:53 GMT LA REGIONE RICONOSCA LO STATO DI EMERGENZA PER GLI AGRITURISMO Il rifiorire primaverile della natura coincide con l’avvio della nuova stagione degli agriturismo, con le cerimonie legate a prime comunioni, cresime matrimoni e con le fattorie didattiche che ospitano le scolaresche. Si apre con le gite fuori porta, con le passeggiate a cavallo, con i picnic, fino alle escursioni al mare e in montagna, o alle esperienze in fattoria per partecipare alle attività dell’azienda. A sancire il nuovo inizio è il primo ponte stagionale, quello di Pasqua, seguito poi dal 25 aprile e 1 maggio. Tutte date in cui gli agriturismo segnano, soprattutto negli ultimi anni, il tutto esaurito. Appuntamenti saltati quest’anno a causa dell’emergenza COVID-19, con porte chiuse e stagione compromessa. Perdite importanti difficili da colmare per i bilanci di queste aziende agricole che sempre di più rappresentano un punto di riferimento per i turisti, locali e non, per mangiare prodotti locali sapientemente preparati con le ricette della tradizione dai cuochi contadini ma anche occasione per conoscere attraverso delle vere e proprie esperienze il territorio, la sua cultura e identità. In Italia il settore agrituristico rappresenta 23 mila azienda diffuse su tutto il territorio nazionale con 253mila posti letto, circa 442mila coperti per la ristorazione e 13 milioni di presenze stimate nell’ultimo anno. Un valore economico di 1,39 miliardi. Un crescita del 30 % dal 2007. In Sardegna ci sono 675 agriturismo che fanno ristorazione (dati Laore), 150 dei quali sono Campagna Amica. Un altro dato significativo è che il 60% delle aziende agrituristiche si trova nelle aree interne e in zone collinari, con un importante ruolo sociale di tutela ambientale e di presidio del territorio. Un pilastro della nostra società che garantisce il mantenimento e la trasmissione della cultura contadina, della tradizione rurale e della saggezza contadina. E che oggi, più di altri settori soffre pesantemente con perdite stimate in oltre il 70% del fatturato. “Serve una terapia d’urto per cercare di arginare le gravi perdite - sostiene il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – per questo chiediamo alla Regione il riconoscimento dello stato di emergenza come già hanno fatto in altre Regioni. Gli agriturismo, la maggior parte dei quali si trovano nelle zone interne e isolate, sono anche impossibilitate a riconvertire le loro attività con la consegna a domicilio dei pasti per esempio ed anzi, essendo delle aziende agricole vedono aggravarsi le perdite dal conseguente blocco delle vendite dei propri prodotti spesso destinati alla ristorazione e ai turisti che lo frequentano”. “Per le nostre attività, anche se importanti, non sono sufficienti le misure del decreto Cura Italia dedicate all’agricoltura – precisa Michelina Mulas, presidente regionale di Terranostra, associazione degli agriturismo Coldiretti -  come la cassa integrazione in deroga per i collaboratori, la sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali. Chiediamo e sono necessari dei sostegni economici in tempi brevi”. Coldiretti ha già presentato al Governo una serie di misure necessarie per ripartire come l’abolizione della tassa di soggiorno, la semplificazione burocratica e una importante campagna di comunicazione a favore del made in Italy e del turismo. “Misure secondo noi fondamentali per ripartire e che vanno già programmate ma adesso, come abbiamo chiesto per tutte le altre aziende agricole è necessaria liquidità per garantirne la sopravvivenza – prosegue sulla stessa linea del presidente il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba – soprattutto per questi settori colpiti con più durezza dall’emergenza. Per gli agriturismo è una perdita quasi totale in una stagione chiave. Chiediamo un sostegno anche da parte dei Comuni, cosi come qualcuno ha già fatto, ad esempio con interventi di agevolazione sulla tari”. http://www.sardegna.coldiretti.it/la-regione-riconosca-lo-stato-di-emergenza-per-gli-agriturismo.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=141917597 Fri, 17 Apr 2020 12:10:06 GMT SBLOCCATI I PRIMO 9 MILIONI. “ORA SUBITO GLI ALTRI 80 DEL PSR E CALAMITA” Arrivano i primi 9 milioni di euro dei 90 del Psr e calamità naturali bloccati, sollecitati a più ripresa da Coldiretti Sardegna. E’ emerso questa mattina durante l’incontro delle organizzazioni agricole in videconferenza con l’assessorato regionale all’Agricoltura. Il decreto, pubblicato questa mattina sulla misura 10, Difesa del suolo del 2017 interessa 1700 domande per un importo di circa 9 milioni di euro, e arriveranno nei conti correnti delle aziende agricole nei prossimi giorni. Questo permetterà di sbloccare automaticamente le stesse pratiche dell’annualità 2018 – 2019. “Sono i primi segnali frutto della nostra vertenza aperta con l’emergenza Corona virus  - afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Apprezziamo lo sforzo ma non fermiamo la vertenza perché è necessario immettere con celerità liquidità nelle aziende agricole sbloccando tutti i denari fermi. Ripetiamo: stiamo vivendo una situazione straordinaria alla quale si risponde con atti straordinari e coraggiosi. Serve un intervento importante e coraggioso del presidente Solinas”. Coldiretti non chiede nuovi denari ma che arrivino quelli dovuti dalle misure del Psr ancora bloccati e delle calamità naturali 2017 (siccità) e 2018. Durante il tavolo telematico di questa mattina è emerso che si sta lavorando per quantificare la percentuale della siccità 2017 che potrà essere anticipata senza istruttoria, mentre per le calamità del 2018 – è stato detto – non c’è ancora il titolo giuridico per operare in quanto pubblicato nel dicembre del 2019. “Sollecitiamo iniziative straordinarie, soprattutto per le calamità in quanto si tratta di fondi regionali – dichiara il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Deve essere adottato lo stesso criterio per la siccità 2017 liquidata ai pastori in pochi mesi. Può essere riproposto soprattutto in questo momento eccezionale”.  Si è parlato anche delle ripercussioni che stanno subendo i diversi settori a causa del blocco Coronavirus e si sono avanzate alcune proposte. “Abbiamo ancora una volta ribadito che adesso più che mai occorre incentivare la presenza dei prodotti agricoli sardi nei supermercati e nei bandi delle mense pubbliche - conclude Battista Cualbu – per noi i 9 milioni sono un primo passo al quale devono seguire nei prossimi giorni altri ben più importanti e significativi”. http://www.sardegna.coldiretti.it/sbloccati-i-primo-9-milioni-ora-subito-gli-altri-80-del-psr-e-calamita-.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=141829751 Mon, 13 Apr 2020 19:50:43 GMT CONTRO L’EMERGENZA COVID19 ARRIVA LA SPESA SOSPESA CONTADINA La campagna non si ferma e garantisce la presenza agli italiani dei prodotti genuini, e non si ferma neppure con la solidarietà. Come sempre il mondo agricolo nei momenti di difficoltà non dimentica nessuno, non dimentica le fasce deboli della popolazione più colpite dalle difficoltà economiche, soprattutto in questo momento. Per questo gli agricoltori di Campagna Amica hanno dato vita alla Spesa sospesa, riprendendo l’iniziativa nata a Napoli qualche anno fa. I clienti dei mercati o della spesa a domicilio (che Campagna Amica sta effettuando in tutta la Sardegna) aderiscono all’iniziativa acquistando qualcosa in più da donare a chi è in difficoltà. A Nuoro, Coldiretti e Campagna Amica con la rete “Attivisolidali - nel dono” del Comune questa mattina hanno già raccolto e consegnato, attraverso i volontari, la spesa solidale alle famiglie bisognose. L’iniziativa si terrà tutti i martedì e sabato mattina in contemporanea con il mercato di Campagna Amica che si tiene in piazza Vittorio Emanuele (dalle 8 alle 13). Oppure, sempre negli stessi giorni i cittadini che ricevono la spesa a domicilio possono acquistare dei prodotti agricoli da consegnare poi alle famiglie in difficoltà. A Sassari l’iniziativa si tiene in collaborazione con le amministrazioni Comunali di Sassari, Alghero, Porto Torres e Sorso. Grazie a questa sinergia i prodotti freschi ed a km0 delle aziende agricole e degli agriturismo Campagna Amica verranno consegnati alla Caritas di Alghero e Sassari e alle associazioni di volontariato di Porto Torres e Sorso, che provvederanno poi a distribuire alle famiglie in difficoltà. A Cagliari da quasi un mese vengono portati, con il finanziamento della amministrazione comunale, dei pasti a km0 Campagna Amica, preparati dalla società Corisar agli anziani e alle persone sole. Inoltre si sta collaborando con la Caritas e a brevissimo partirà anche una nuova iniziativa con le modalità della spesa sospesa da consegnare alle famiglie in difficoltà. Anche Oristano è già attiva la spesa sospesa in collaborazione con l’assicurazione Vittoria, con la consegna da parte dei volontari del Comune dei prodotti degli agricoltori del mercato coperto di via degli Artigiani, aperto la mattina il martedì, giovedì e sabato. “In questo momento di emergenza sono diverse i comparti lavorativi messi a dura prova – commenta il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu  -. La fascia delle persone in difficoltà si sta allargando, per questo, nonostante il settore agricolo non sia purtroppo esente da questa crisi, non si esime da azioni di solidarietà e di aiuto verso le famiglie più deboli, insieme alle amministrazioni e ai cittadini, garantendo a tutti cibo di stagione e di qualità”. http://www.sardegna.coldiretti.it/contro-l-emergenza-covid19-arriva-la-spesa-sospesa-contadina.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=141829701 Mon, 13 Apr 2020 19:48:22 GMT COVID 19. COLDIRETTI. PER IL FLOROVIVAISMO RISCHIO PERDITE DEL 75% Uno dei comparti agricoli che maggiormente sta soffrendo per l’emergenza Covid 19 è il florovivaismo, fermato in un periodo in cui per molte aziende si realizza oltre il 75% del fatturato annuale, grazie ai tanti appassionati dal pollice verde che con l’aprirsi della stagione riempiono di piante e fiori case, balconi e giardini. Grazie alla Coldiretti nei giorni scorsi il Governo ha chiarito sul via libera alla vendita di piante e fiori in supermercati, mercati, punti vendita e vivai. Un risultato importante anche se la situazione rimane drammatica. Senza fiori e piante sono a rischio 27mila imprese con 2,5 miliardi di fatturato che ora si trovano in gravissime difficoltà con il divieto di cerimonie come battesimi, matrimoni, lauree e funerali e le difficoltà alle esportazioni dove l’Italia ha svolto fino ad ora un ruolo di leader nel mondo con il record per le spedizioni florovivaistiche che nel 2019 hanno raggiunto ben 904 milioni di euro di piante, fiori e fronde, dirette soprattutto in Francia (188 milioni di euro), Germania (159 milioni di euro) e l’Olanda (153 milioni di euro). Numerose disdette arrivano anche dal mercato delle pubbliche amministrazioni, legate all'utilizzo delle piante nei lavori di abbellimento e decoro urbano. In Sardegna a rischiare sono circa 2500 imprese medio piccole, con circa 4000 occupati (il florovivaismo ha il più alto rapporto investimento occupato), con un valore di affari di circa 25 milioni di euro,  inclusa l'uso delle piante per la costruzione di verde pubblico e privato e incluso l'uso di piante a ciclo  annuale per il decoro e l'arredo urbano. Coldiretti ha anche lanciato la campagna #balconifioriti, con un appello alla grande distribuzione, ai mercati e a tutti i punti vendita aperti affinché promuovano la vendita di fiori e piante Made in Italy, invitando tutti gli italiani a mettere fiori e piante nei propri giardini, orti e balconi come segno benaugurante della primavera che segna il momento del risveglio. “E’ un momento drammatico per tutti – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Tutta l’agricoltura è penalizzata ma ci sono alcuni settori colpiti con più durezza: come tutto il sistema che ha come canale esclusivo o prevalente l’Ho.re.ca., il sistema dell’offerta agrituristica e il comparto del florovivaismo. C’è necessità di liquidità e ripetiamo in questo momento straordinario sono necessarie azioni altrettanto straordinarie e coraggiose, oltre che immediate. Il nostro presidente nazionale ha chiesto al governo un piano Marshall per l’agricoltura presentando un piano di interventi precisi”. “Per le nostre aziende la liquidità – ribadisce a nome di Coldiretti Sardegna i direttore Luca Saba – si potrebbe immettere immediatamente nel mondo agricolo sbloccando le misure del Psr bloccate, oltre che con il pagamento delle calamità riservandosi di effettuare i controlli post. L’esempio viene dalla stessa siccità del 2017 pagata ai pastori in tempi celeri, mentre tutti gli altri settori sono ancora in attesa”. http://www.sardegna.coldiretti.it/covid-19-coldiretti-per-il-florovivaismo-rischio-perdite-del-75-.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=141829668 Mon, 13 Apr 2020 19:46:45 GMT LA REGIONE SBLOCCHI IMMEDIATAMENTE I 90MILIONI DI EURO DI PSR E CALAMITA’ Sbloccando i 90 milioni di euro fermi del Psr e delle calamità si garantirebbe all’agricoltura la liquidità necessaria per limitare l’agonia di migliaia di aziende agricole messe a dura prova dall’emergenza Coronavirus. Lo sostiene Coldiretti Sardegna che torna a incalzare la Regione guidata dal presidente Solinas. In un momento di totale emergenza occorrono interventi straordinari per far arrivare i denari nei conti delle imprese agricole, vitali in questo momento, riservandosi di fare i controlli ex post. Dei 90 milioni, 40 sono della siccità del 2017, dei quali a tre anni sono stati impegnati appena 4 milioni. 13 delle calamità del 2018. 30milioni del benessere animale. 10 – 15 milioni di altre misure del Psr (difesa del suolo, integrato…). La task force è ancora ferma al palo, per dissidi interni alla maggioranza, nonostante l’impegno e la buona volontà del presidente Solinas: “chiediamo una presa di posizione netta da parte del presidente” dice Coldiretti Sardegna. “Non si chiedono nuovi denari nuovi ma quanto già presente da anni nelle casse di Argea – sostiene il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – . Sono necessari azioni immediate perché le perdite sono quotidiane e gli incassi ridotti al minimo. Adesso è fondamentale sbloccare i denari. La siccità è l’emblema di una burocrazia ammazza imprese che va superata, liquidando le pratiche, con controlli posticipati. A situazioni straordinarie si risponde con interventi straordinari”. In tre anni sono stati impegnati solamente 4 dei 40 milioni stanziati per una delle peggiori siccità. Ed è attesa da tutti i settori dell’agricoltura eccetto i pastori che l’hanno già ricevuta con una corsia preferenziale nei mesi successivi alla calamità. Ci sono tantissime aziende agricole, cosi come gli allevatori di bovini che attendono da anni questi denari per perdite ingenti ma che se arrivassero adesso sarebbero una importante boccata di ossigeno. “Sulla siccità chiediamo che venga pagata così com’è stato fatto nel 2017 per i pastori con un controlli post liquidazione delle pratiche – spiega i direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba – cosi come occorre anche sbloccare i denari delle assicurazioni, già anticipate dagli agricoltori ed in attesa da tre – quattro anni. Questo è il momento giusto per accelerare. Le aziende hanno fondamentale bisogno di liquidità, pensiamo per esempio ai carciofai, che stanno affrontando una ennesima stagione negativa, quest’anno ancor più aggravata dall’emergenza sanitaria”. http://www.sardegna.coldiretti.it/-la-regione-sblocchi-immediatamente-i-90milioni-di-euro-di-psr-e-calamita-.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=141829584 Mon, 13 Apr 2020 19:45:02 GMT 30 MILIONI DAL GOVERNO PER L’AGRICOTURA PER MITIGARE LA CRISI COVID 19 Pioggia di milioni per l’agricoltura per mitigare la grave crisi economica del Coronavirus. Dei 30 milioni di euro stanziati (15 per il 2020 e 14,5 per il 2021) destinati per la competitività delle filiere, 8 andranno al settore ovicaprino. In particolare agli agnelli certificati Igp andranno 9 euro per ogni capo macellato, 6 euro per quelli non IGP ma nati, allevati e macellati in Italia nel periodo dal 1° marzo al 30 aprile con riferimento al numero macellati dal singolo pastore nell’anno precedente alla domanda (2019). Per un totale di 3 milioni, mentre i restanti 4 saranno erogati nel 2021. Mentre saranno concessi 100 euro per ogni ettaro coltivato a mais o proteine vegetali (legumi e soia), nel limite di 50 ettari, per un totale di 9 milioni di euro nel biennio 2020 – 2021, alle imprese agricole che hanno già sottoscritto contratti di filiera di durata almeno triennale. Infine, due milioni (per il 2020) andranno alle imprese di di trasformazione del latte bufalino. Un risultato che abbiamo raggiunto grazie alle serrate interlocuzioni dei nostri dirigenti nazionali guidati dal presidente Ettore Prandini con il governo ed in particolare con il ministro Bellanova  -commenta il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu che esulta anche nella doppia veste di presidente del Consorzio dell’agnello di Sardegna Igp –. Per i due mesi di marzo e aprile gli agnelli cerficiati Igp, la maggior parte dei quali sardi, usufruirà di 15 euro a capo, sommando all’aiuto per il Coronavirus i circa 6 euro del premio accoppiato di cui l’Igp usufruisce ogni anno. Per i non convenzionati ci siamo battutti come Coldiretti affinchè ci fosse la clausola di nati, allevati e macellati in Italia per evitare il rischio di destinare parte degli aiuti ad agnelli arrivati dall’estero”. “E’ una boccata di ossigeno anche per il settore cerealicolo ma sono già sul tavolo altre proposte anche per agli altri settori gravemente penalizzati da questa terribile crisi come quello vitivinicole – sostiene il direttore di Coldiretti Luca Saba -. Saremo vigili affinché gli aiuti siano immediati perché in questo momento le aziende agricole tutte hanno necessità di liquidità”. http://www.sardegna.coldiretti.it/30-milioni-dal-governo-per-l-agricotura-per-mitigare-la-crisi-covid-19.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=141829483 Mon, 13 Apr 2020 19:42:00 GMT BLOCCO TIRRENIA: ORA SI PENSI ALLA CONTINUITA’ DELLE MERCI   La notizia della Tirrenia che è stata costretta a fermare le sue corse, arriva come un macigno pesantissimo in un periodo di grossa difficoltà economica e sociale. Da un lato per i grossi disagi che deriveranno alla Sardegna per i trasporti delle merci in uscita e in entrata, dall’altro per il grave dramma che interessa le famiglie dei lavoratori coinvolti a cui va tutta la nostra piena solidarietà”. A sostenerlo è Coldiretti Sardegna che esprime grande preoccupazione per il comparto agricolo sardo e per tutto il sistema economico che gravita attorno, imprese che basano il loro lavoro con la continua movimentazione delle merci. “Stiamo vivendo tutti dei giorni molto difficili – commenta il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -, per questo la notizia del blocco delle corse della Tirrenia è ancora più sentita. Non possiamo però per questo fermarci o fermare il nostro lavoro, ne deriverebbe una deriva senza ritorno con conseguenze sociali gravissime”. Secondo i vertici di Coldiretti “guardando avanti e pensando agli interessi dei nostri soci e di tutta la Sardegna – continua Cualbu - non possiamo che augurarci che  si faccia un bando internazionale per le corse marittime in cui finalmente si valorizzino i prodotti locali. Per questo, con l’auspicio che presto tutto torni alla normalità, sollecitiamo il presidente e la Giunta affinché nel bando si ponga come vincolo l’utilizzo delle eccellenze sarde a bordo. Le navi sono un biglietto da visita e una vetrina per tutto il nostro patrimonio agroalimentare che non si può continuare a trascurare”.  Ma non solo, per la Coldiretti è fondamentale non solo la valorizzazione dei prodotti ad un pubblico di milioni di viaggiatori, ma anche “pensare a delle tratte agevolate per le merci – spiega invece il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Si devono riservare delle condizioni favorevoli, abbattendo i costi per le merci in entrata e uscita dalla Sardegna. E’ questa la vera continuità che ci aspettiamo”. http://www.sardegna.coldiretti.it/blocco-tirrenia-ora-si-pensi-alla-continuita-delle-merci.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=141829382 Mon, 13 Apr 2020 19:39:58 GMT DA LUNEDI’ LE DOMANDE DI SOSTEGNO DEL DL “CURA ITALIA” DIRETTAMENTE DA CASA La domande per le misure di sostegno previste dal disegno di legge Cura Italia del governo per l’emergenza coronavirus potranno essere fatte senza sportarsi da casa. E’ il servizio garantito dalla Coldiretti attraverso il patronato Epaca. Oltre ai servizi tradizionali, infatti, (domande di pensione, invalidità, infortunio, malattia professionale, disoccupazione, ecc), da lunedì in tutte le sedi sarde della Coldiretti, Epaca incrementerà i propri servizi vista la situazione di allerta per la diffusione del COVID-19 e il desiderio di contribuire agli sforzi che tutti i nostri concittadini stanno facendo per arginare questa epidemia. In questo modo tutte richieste di compilazione o consulenza per le misure di sostegno previste dal disegno di legge Cura Italia (bonus 600 euro, congedi, baby sitting ecc…), potranno essere eseguite in tutto il territorio regionale dalla Coldiretti, contattando gli addetti dalle 9 alle 13 dal lunedì al venerdì, tramite telefono o mail. http://www.sardegna.coldiretti.it/da-lunedi-le-domande-di-sostegno-del-dl-cura-italia-direttamente-da-casa-.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=141829214 Mon, 13 Apr 2020 19:37:41 GMT CORONAVIRUS: COLDIRETTI, VIA LIBERA VENDITA PIANTE E FIORI Abbiamo ottenuto finalmente il chiarimento dal Governo sul via libera alla vendita di piante e fiori in supermercati, mercati, punti vendita e vivai”. Lo rende noto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini che ha scritto una lettera al premier Giuseppe Conte nel sottolineare che sul sito del Governo è stata pubblicata la Faq nella quale si precisa che “la vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili è consentita”. Nella nota – sottolinea la Coldiretti – si precisa che “l’art. 1, comma 1, lettera f), del Dpcm del 22 marzo 2020 ammette espressamente l’attività di produzione, trasporto e commercializzazione di “prodotti agricoli”, consentendo quindi la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti etc. Peraltro – continua il testo - tale attività rientra fra quelle produttive e commerciali specificamente comprese nell’allegato 1 dello stesso Dpcm “coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali”, con codice ATECO “0.1.”, per le quali è ammessa sia la produzione sia la commercializzazione. Deve conseguentemente considerarsi ammessa – si conclude - l’apertura dei punti di vendita di tali prodotti, ma in ogni caso essa dovrà essere organizzata in modo da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore”. “Lanciamo ora un appello alla grande distribuzione, ai mercati e a tutti i punti vendita aperti affinchè promuovano la vendita di fiori e piante Made in Italy” afferma il presidente della Coldiretti nell’invitare tutti gli italiani a mettere fiori e piante nei propri giardini, orti e balconi come segno benaugurante della primavera che segna il momento del risveglio con la mobilitazione #balconifioriti. Si tratta di un risultato importante poiché – continua Coldiretti - senza fiori e piante sono a rischio 27mila imprese con 2,5 miliardi di fatturato che ora si trovano in gravissime difficoltà con il divieto di cerimonie come battesimi, matrimoni, lauree e funerali e le difficoltà alle esportazioni dove l’Italia ha svolto fino ad ora un ruolo di leader nel mondo con il record per le spedizioni florovivaistiche che nel 2019 hanno raggiunto ben 904 milioni di euro di piante, fiori e fronde, dirette soprattutto in Francia (188 milioni di euro), Germania (159 milioni di euro) e l’Olanda (153 milioni di euro). Il risultato dell’emergenza con il blocco delle vendite è stato quasi un miliardo di fiori e piante appassiti e distrutti nei vivai in Italia dove  – riferisce la Coldiretti – sono crollati gli acquisti di fiori recisi, di fronde e fiori in vaso, le produzioni tipiche della primavera e si sono fermate anche le vendite e l’export di alberature e cespugli, in un periodo in cui per molte aziende si realizza oltre il 75% del fatturato annuale, grazie ai tanti appassionati dal pollice verde che con l’aprirsi della stagione riempiono di piante e fiori case, balconi e giardini. http://www.sardegna.coldiretti.it/coronavirus-coldiretti-via-libera-vendita-piante-e-fiori.aspx?KeyPub=GP_CD_SARDEGNA_HOME|CD_SARDEGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=141396594 Sat, 28 Mar 2020 12:00:41 GMT